00:00 2 Settembre 2002

Lo “sconfinamento” dei temporali

In estate, molto spesso, un temporale può nascere in un luogo e scaricare la sua energia da tutt’altra parte. Come mai?

Lo “sconfinamento” dei temporali

Siamo in un pomeriggio estivo e ci troviamo in riva al mare. La temperatura di conseguenza è piuttosto elevata, anche se l’azione della brezza mitiga in parte la sensazione di disagio fisico.

Ad un certo punto, verso l’interno, cominciano a spuntare i primi cumuli, segno tangibile dell’instabilità pomeridiana indotta dal sole, ma sulla costa il cielo rimane sereno.

Osservando bene le nubi in crescita, si nota una loro inclinazione e uno spostamento, seppure lieve, verso di noi.

La cosa non preoccupa molto l’osservatore e la giornata sembra trascorrere nel migliore dei modi.

Il pomeriggio prosegue e le nubi si ingrandiscono ulteriormente. Tuttavia si rileva un fatto insolito: oltre la base dei cumuli il cielo è sereno verso l’interno, anche se a notevole distanza da noi.

Ad un certo punto arriva il classico “nero” dal vicino entroterra e con un movimento assai lento riesce a coprire il sole oscurandolo. La brezza rinforza, spirando nella direzione opposta al moto delle nubi. Stranamente, guardando in direzione dell’interno oltre il “nuvolone”, il cielo rimane sereno.

Improvvisamente cadono i primi goccioloni, la brezza rinforza ulteriormente e la temperatura diminuisce. Poco dopo un forte tuono squarcia l’aria e ci troviamo sotto un autentico diluvio. Il vento ora cambia direzione e soffia dalla terra verso il mare.

Dopo circa un quarto d’ora di pioggia battente, magari mista a grandine, tutto si calma e il temporale si dirige verso il mare, attenuandosi. Intanto il cielo sereno che prima si distingueva in lontananza nell’interno, avanza verso di noi e ci accorgiamo che ad una certa distanza dalla costa non è neppure piovuto. Eppure le previsioni annunciavano “temporali solo sui rilievi”. Allora cosa è successo?

Ci siamo trovati sotto il classico “temporale da sconfinamento”: un fenomeno relativamente frequente sulle nostre spiagge in estate. In pratica il temporale è nato sull’Appennino, ma è stato trasportato verso il litorale da correnti in quota provenienti dalla terraferma. Durante il suo viaggio ha avuto modo di ingrandirsi e di scaricare tutta la sua potenza in un luogo anche molto distante dal punto di origine.

Se le correnti aeree fossero state deboli o assenti, il suddetto temporale si sarebbe ingrandito e accanito in vicinanza della zona di origine, anche a diversi km dalla linea di costa e il bagnante non se ne sarebbe, probabilmente, neppure accorto.

Curioso il fenomeno avvenuto a Genova lo scorso venerdì pomeriggio. Un temporale, nato in corrispondenza di un bacino artificiale a diversi km nell’interno, si è ingrandito durante il suo cammino e ha scaricato tutta la sua potenza sul centro cittadino in un’area molto ristretta. Le zone limitrofe e il vicino entroterra sono rimaste “ a secco”.
Autore : Paolo Bonino