00:00 17 Febbraio 2003

A Febbraio le nubi prediligono il sud

Perché spesso durante il secondo mese dell’anno le precipitazioni sono più abbondanti sulle regioni meridionali, mentre le Alpi ricevono meno neve che nella prima parte dell’inverno?

A Febbraio le nubi prediligono il sud

A Febbraio normalmente si assiste alla formazione di molte depressioni atmosferiche sul Mediterraneo occidentale, strutture che poi si trasferiscono fra il Tirreno meridionale e lo Ionio; con questa configurazione le precipitazioni, spesso a carattere di acquazzone sulla costa e di neve abbondante sui monti, interessano in particolare il meridione, mentre sul resto della Penisola soffiano venti secchi e freddi, o addirittura si hanno giornate splendide.

Ma come mai questo non accade a gennaio o addirittura a dicembre? Perché con l’aumento graduale della frequenza di scambi termici fra il Polo e l’Equatore, che si concretizzano con la disposizione sui meridiani dell’asse degli anticicloni e delle depressioni più estese, si possono generare delle situazioni di blocco che portano alla persistenza di alcune configurazioni bariche particolari.

Nella stragrande maggioranza degli inverni il “blocking” più usuale vede l’anticiclone delle Azzorre risalire verso N o NE per andare poi verso la Groenlandia o la Scandinavia e fondersi con anticicloni termici già presenti in zona: nel secondo caso buona parte dell’Europa centrale viene interessata da valori di pressione piuttosto elevati, così come le regioni settentrionali italiane; al contrario al sud nascono le depressioni.

Soprattutto in casi del genere le perturbazioni atlantiche vengono spinte ad alte latitudini e non si avvicinano al Mediterraneo, portando il loro carico di piogge ed il loro respiro mite lontano da noi; viviamo di conseguenza un mese piuttosto freddo, ventoso, e con molte nubi sulle regioni meridionali a causa del contrasto fra l’aria continentale in arrivo e quella mite ed umida preesistente
Autore : Lorenzo Catania