00:00 6 Febbraio 2003

Il GENNAIO 2003 nel bellunese, a cura del Centro Valanghe di Arabba

L'ARPAV nella persona del Dottor Bruno Renon ci ragguaglia sull'andamento del mese di gennaio nel bellunese.

Il GENNAIO 2003 nel bellunese, a cura del Centro Valanghe di Arabba

Commento generale
Questo mese è risultato un po’ meno nevoso/piovoso del normale e leggermente freddo, specie in quota.

Dopo un mese di dicembre molto mite l’inverno ha presentato i suoi aspetti più tipici proprio nel mese che meglio lo rappresenta, con la comparsa di freddo e neve anche a quote basse.

Nel corso del mese la situazione meteorologica si è presentata spesso molto dinamica e variabile, con transito di diverse perturbazioni, formazione di vortici mediterranei provocati da afflussi di aria artica, temporanei flussi di aria calda in quota a causa di correnti occidentali o nord-occidentali.

Dal 13 al 20 si è avuto un periodo di bel tempo grazie all’azione di un campo di alta pressione.
Dunque un gennaio meteorologicamente normale, diverso da quelli siccitosi e soleggiati riscontrati spesso negli ultimi 14 anni (soprattutto quelli del 2000, del 1993 e del 1989).

Le temperature medie mensili nelle valli sono risultate mediamente mezzo grado inferiori alla norma, fatta eccezione per S. Stefano di Cadore, dove il freddo è stato meno persistente del consueto; in quota l’anomalia negativa si è rivelata maggiore (circa 2°C in meno ad Arabba) e questo per la discreta frequenza di flussi freddi e piuttosto forti e per i rari episodi con aria calda in quota ed inversione termica nelle valli.

Una fase di freddo intenso si è avuta dal 7 al 13, accentuata anche dal vento moderato o forte da est. Una seconda ondata di freddo è iniziata negli ultimi due giorni del mese.

Le precipitazioni totali mensili sono state piuttosto scarse (20-60 mm) ma tutto sommato non molto distanti dai valori normali per questo mese (il bimestre gennaio-febbraio rappresenta normalmente la fase meno piovosa dell’anno). La neve è caduta spesso anche a quote basse, specie dal giorno 5 al giorno 10, quando in Val Belluna e nel Feltrino è nevicato praticamente ogni giorno. La nevicata più consistente si è avuta il giorno 21, con 10-30 cm nelle Dolomiti e 40-50 cm oltre i 1300 m sulle Prealpi, in occasione dell’episodio di maltempo più intenso del mese.

Di questo mese si devono ricordare: il freddo anche di giorno del 7 con l’insolito rovescio di neve granulosa friabile fra Belluno e Ponte nelle Alpi, verso le ore 18, il forte vento in alcune valli prealpine il giorno 9 (51 km/h a Quero), le minime molto basse dei giorni 12 e 13, con punte di -25°C a Pian Cansiglio (-28°C in località “I Bech”), -22°C in Val Visdende, -18°C a Sappada e Padola, -17°C a S. Stefano, la marcata inversione termica del 15 (in Val Visdende, a 2000 m, 10°C in più nella minima rispetto al fondovalle, a 1200 m).

Da ricordare inoltre i 40-50 cm di neve fresca oltre i 1300 m sulle Prealpi il 21, il forte vento in quota nella serata del 27 (81 km/h sul Passo Falzarego), il föhn del 28, con sensibile rialzo termico (14°C a Podestagno, a nord di Cortina) e la minima di -25°C sulla Marmolada il 31.

In tutto si sono avuti 14 giorni di bel tempo, 12 di variabilità e 5 di maltempo.
Autore : Bruno Renon