00:00 19 Dicembre 2000

La “spruzzata” di giovedì

Dove colpirà il flusso freddo da est: nel dettaglio tutte le zone che potrebbero vedere la neve

La “spruzzata” di giovedì

L’aria fredda e relativamente umida che affluirà da est sulle regioni settentrionali provocherà probabilmente qualche nevicata isolata sulle zone pianeggianti e sui rilievi prealpini.

Fortemente scorretto è invece affermare che un tale flusso umido possa generare nevicate sull’arco alpino.
Le irruzioni d’aria fredda dai Balcani o dalla porta della Bora partono sempre dalla pianura, cioè dagli strati bassi dell’atmosfera, solo successivamente possono invadere anche quote superiori ai 2500-3000 m.

Lo testimoniano molte carte in quota previste per i prossimi giorni. Fino a venerdì lo spessore dell’aria fredda sarà limitato al massimo alle zone prealpine ed appenniniche, alle quote superiori dunque, sarà presente aria più mite e vi sarà un’inversione tra 800 e 750 hPa.

L’aria umida si collocherà tra 820 e 920 Hpa, dove si formeranno i banchi nuvolosi a prevalente carattere di stratocumulo.

Gli annuvolamenti si verificheranno per attrito contro il suolo e per effetto “stau” contro i rilievi, oltre che per un rimescolamento con la massa d’aria preesistente.

Vediamo nel dettaglio quali zone potranno essere più soggette a deboli spruzzatine di neve fino in pianura:

Piemonte: zona di Cuneo, Mondovì, Pinerolo, Asti, Saluzzo, Cuorgné, Ivrea, Torino, solo qualche fiocco possibile nel novarese e nel biellese.

Lombardia: zona laghi, canton Ticino meridionale, essenzialmente il mendrisiotto, comasco, varesotto, lecchese, valli bergamasche. Isolati fiocchi possibili anche su Milano.

Emilia Romagna: piacentino, parmense, Bologna, Faenza, ravennate e forse Cesena e Rimini.

Marche e Abruzzo: miste a pioggia brevi e sporadiche, lungo tutto il litorale fino ad Ancona, più a sud solo pioggia sul litorale.
Nelle zone interne deboli fino ai 600 m, sull’Abruzzo fino a 700.

Gli eventuali fenomeni saranno più probabili durante la notte e nelle prime ore del mattino, poi il sole tenderà a rompere l’inversione; ne deriverà uno scambio termico verticale in grado di rimescolare l’aria e di frazioanre dunque la nuvolosità che si ripresenterà comunque già dal tardo pomeriggio.
Autore : Alessio Grosso