L’emozione di un bambino
Ricordi e sensazioni di quand'ero bambino
Che bello era l’inverno quand’ero piccolo, iniziava a novembre quando la mamma mi metteva il cappotto e finiva a marzo quando arrivavano le rondini.
In quel periodo per me che amavo la neve ogni giorno era buono per sperare di vederla, non importava se c’era un super anticiclone o stavamo per essere investiti dallo Scirocco, io non lo sapevo, non conoscevo nulla di meteorologia, avevo uno solo grande desiderio, veder nevicare.
Ho tanti ricordi ma certamente il più vivo è quando mi svegliavo presto al mattino, si proprio al mattino quando fuori fa ancora buio e chissà cosa poteva esser accaduto durante tutte quelle ore della notte; e allora ero sempre il primo ad alzarmi, ricordo perfettamente quell’attimo in cui sollevavo le saracinesche della cucina cercando di scorgere attraverso quelle piccole feritoie il tetto della casa di fronte.
La speranza era sempre quella, vederlo pieno di neve, spesso era un’illusione, altre volte vedevo bianco anche se non c’era, rare rarissime volte alzando le saracinesche completamente quel mio desiderio si è avverato, e allora quanta delusione ma la mattina dopo ero li davanti a ripetere quel rito con la stessa speranza del giorno prima, erano pochi secondi ma l’emozione che provavo era sempre molto forte; oggi quando mi alzo so quasi sempre che tempo c’è fuori, i satelliti, le previsioni Tv, internet, le carte meteo, ho tutto quel che voglio a mia disposizione per sapere che tempo farà, quello che mi manca invece è quell’emozione di un bambino che ogni mattina si alzava sperando per un attimo che, dietro quella saracinesca, quel tetto si fosse ammantato di bianco.
Autore : Rodolfo Gratton