00:00 22 Novembre 2012

Qualcosa non quadra: alta pressione allo sbando, vortice polare svalvolato, aria fredda che sceglie traiettorie bizzarre

L'analisi della situazione.

Qualcosa non quadra: alta pressione allo sbando, vortice polare svalvolato, aria fredda che sceglie traiettorie bizzarre

Il momento culminante del peggioramento della prossima settimana, ma quanta fatica per l’aria fredda prima di riuscire a farsi viva nel Mediterraneo…
I modelli fotografano una situazione barica che sembrerebbe voler seguire un’unica strategia: far "atterrare" tutte le saccature sul’Iberia con l’aria fredda che seguirebbe un percorso a ritroso, antizonale per poter agganciare la depressione., e freddo che latiterebbe su gran parte del centro Europa, ma anche sull’Italia, la Penisola Balcanica e in genere su molte regioni dell’est europeo.

Una tale configurazione evidenzia un vortice polare troposferico ben lungi dal volersi compattare e di conseguenza una corrente a getto costretta a contorsionismi per scorrere verso levante fino a bloccarsi, un anticiclone troppo spostato in aperto Atlantico per favorire deviazioni verso di noi dell’aria fredda; così, le masse d’aria fredda, si muovono con moto antizonale fino a raggiungere il Portogallo, regalando (lo dicevano i meteorologi britannici) al Regno Unito scenari invernali di tutto rispetto per il periodo e lasciando invece nella perenne mitezza il Mediterraneo, in particolare il nostro meridione dove praticamente, diluvi a parte, le temperature non sono mai scese durante l’autunno su valori freschi.

Sarà davvero questo lo scenario che ci accompagnerà sino a Natale? A fine agosto dicemmo, lo testimoniano decine di articoli, che la piega assunta dal tempo con quelle saccature in affondo tra Spagna e Francia, sarebbe durata a lungo, ironicamente ma non troppo, dissi sino a Natale. 

In realtà basterebbe solo che una depressione sul Mediterraneo riuscisse a catturare parte di quell’aria fredda, a patto che l’estremo ovest del Continente non alzi più la mano invocandola tutta per sè. 

In ogni caso i moti zonali prima o poi sono destinati a ripartire, anche solo per qualche tempo (in attesa di capire quanto il raffreddamento stratosferico al polo possa influire anche alle quote più basse) e dunque la partita è ancora apertissima e non solo per questo. Se anche infatti non ripartisse il vortice polare, le irruzioni di aria fredda nelle prossime settimane sono destinate a divenire più corpose ed è probabile che, con il loro peso, si facciano sentire anche alle basse latitudini. 
  

Autore : Alessio Grosso