Meteo a 15 giorni: il FREDDO sull’Italia in tre mosse…
Segnali molto importanti ci giungono questo pomeriggio dal modello americano parallelo.
Vi consigliamo di ingrandire le immagini per avere un migliore riscontro visivo.
Prende lentamente forma la trama fredda attesa tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio in Italia. La distanza previsionale risulta ancora impervia, tuttavia qualcosa inizia a vedersi anche nel ventaglio dei run deterministici (oltre che probabilistici).
La prima mappa mostra la previsione a livello emisferico del modello americano parallelo (che presto sostituirà il run operativo del modello medesimo) per domenica 30 dicembre. Abbiamo cerchiato in nero l’Italia per comodità.
Ecco l’elevazione verso nord dell’onda anticiclonica atlantica a bloccare il flusso mite occidentale. L’onda sembra essere ficcante ed in grado di mettere in moto una discesa di aria fredda verso le nostre latitudini, già abbozzata in questa mappa.
Esattamente tre giorni dopo guardate cosa potrebbe succedere. L’onda anticiclonica si intruderà in sede scandinava da sud ovest (freccia rossa). Di rimando, aria molto fredda verrà scaraventata dall’Europa orientale verso sud est, con obiettivo primario la Penisola Balcanica, l’Italia e il Mediterraneo.
Il contrasto con le acque più calde del Mare Nostrum formerà sicuramente una depressione in grado di determinare maltempo su molte regioni associato a nevicate anche a quote molto basse.
Lo scacco matto definitivo verrebbe inferto due giorni dopo. Ecco il "cut-off anticiclonico" in sede scandinava, lo strozzamento della radice altopressoria ad ovest dell’Iberia e la successiva penetrazione verso sud-est di correnti molto instabili di matrice nord atlantica.
Sarebbe la situazione perfetta per inaugurare un lungo periodo perturbato, freddo e nevoso sullo Stivale, che potrebbe estrinsecarsi nella prima decade di gennaio.
Questa descritta è l’evoluzione contemplata dal run parallelo del modello americano imbastita questo pomeriggio. Al momento la riteniamo probabile al 40% (quindi ancora ben lontana dal 100%!) in quanto mancano ancora diversi tasselli per poter decretare con maggiore certezza l’evoluzione di questa dinamica: vedremo cosa ci proporranno i prossimi aggiornamenti modellistici, che MeteoLive.it terrà sotto controllo per voi.
Autore : Paolo Bonino