L’inverno fallisce GOALS freddi e nevosi a porta vuota…
Diverse opportunità sprecate dalla stagione fredda.

Fin oltre la metà degli anni 80 il flusso zonale atlantico era più basso di latitudine. Entravano dunque più perturbazioni sull’Italia, che sfruttavano il freddo precedentemente affluito per produrre nevicate.
Se riportassi qui gli accumuli annui delle precipitazioni nevose cadute su molte città italiane negli ultimi 100 anni, vi sorprendereste (o forse no) nel notare quanto siano diminuiti gli episodi nevosi.
Il freddo in arrivo in queste ore, avrebbe potuto essere sfruttato molto bene dalla perturbazione in arrivo mercoledì, che se fosse entrata in modo netto da ovest, con la curvatura giusta delle correnti a tutte le quote, avrebbe prodotto
nevicate estese sino in pianura al nord e nelle zone interne del centro a quote molto basse.
E’ solo un piccolo segno ma eloquente di un cambiamento climatico su scala europea che ormai prosegue da quasi un trentennio, pur intervallato da brevi pause.
Il secondo dato un po’ inquietante è la difficoltà con cui i modelli continuano a leggere i risvolti
in troposfera di ciò che sta avvenendo in stratosfera, mostrandosi totalmente in contraddizione non solo gli uni gli altri ma anche con precedenti proprie emissioni.
Ci si aspetterebbe di assistere ad una sorta di reset barico o addirittura una rivoluzione barica e invece molte emissioni continuano a contemplare un tempo da ovest insignificante, oppure un anticiclone in grado di deviare ovunque le masse fredde e perturbate.
Solo scavando nelle emissioni cosiddette "sotto traccia" si ritrovano gli scenari che i meteorologi si aspetterebbero in questo tipo di situazioni.
La nostra idea è che nel corso della terza decade in Europa possa comunque succedere qualcosa di importante a livello barico, ciò che una volta avveniva anche senza l’intervento di queste situazioni estreme in stratosfera.
Seguite dunque gli aggiornamenti.
Autore : Alessio Grosso
