LE CONTROANALISI del modello americano: quale figura barica prenderà il comando delle operazioni?
Cosa dice la media degli scenari e la mappa dello "spread"? Ecco una breve analisi...


Durante la metà di novembre il tempo ingaggerà una "battaglia a due".
I contendenti sono sempre gli stessi: la mitezza esasperata presente in Atlantico e le correnti più fredde che aleggeranno sui settori settentrionali ed orientali dell’Europa.
L’anno scorso non c’era storia: la mitezza aleggiava ovunque, da nord a sud, sotto l’egida di un anticiclone che è stato il dominatore assoluto della stagione invernale, invalidandola quasi per intero.
Quest’anno, l’impostazione non è molto diversa dall’anno scorso, ma qualche disturbo in più di manifesta…disturbo che potrebbe fare la differenza in chiave futura.
Il modello americano, nella sua media degli scenari (prima mappa) pone l’Italia in una sorta di "limbo". La giornata presa come riferimento per la nostra analisi è sabato 12 novembre.
Rispetto allo scorso anno, l’alta pressione appare maggiormente defilata in Atlantico, anche se la sua forma non induce a credere che vi possano essere stravolgimenti in tempi brevi verso il freddo.

Un ulteriore dettaglio per il controllo dell’attendibilità del modello in oggetto è il quadro dello "spread", ovvero di quanto si discosta l’ipotesi ufficiale nei confronti delle corse alternative.
Osservando attentamente la mappa, si nota una grande indecisione sulla localizzazione dei centri depressionari tra nord Europa e nord Atlantico.
Sull’Italia e parte del Mediterraneo, l’attendibilità previsionale è media, ovvero passibile di cambiamenti sia verso il freddo, sia in direzione della mitezza.
Sembra invece abbastanza assodata la presenza dell’alta pressione in sede Iberico-Portoghese, dove l’attendibilità previsionale è buona.
Autore : Paolo Bonino
