00:00 13 Dicembre 2015

Un perfetto accoppiamento tra Vortice Polare troposferico e stratosferico

Uno sguardo alla stratosfera: come sta il Vortice Polare alle alte quote atmosferiche?

Un perfetto accoppiamento tra Vortice Polare troposferico e stratosferico

Osservando la disposizione dei venti e delle isoipse alle diverse quote stratosferiche, possiamo realizzare la struttura "tridimensionale" che presenta il Vortice Polare nei mesi invernali e che quest’anno è caratterizzata da una perfetta comunicazione tra la stratosfera e la troposfera. Abbiamo infatti a che fare con un Vortice Polare collocato col proprio perno sopra il Polo Nord Geografico, emulando dopo molti anni una sinottica simile in tutto e per tutto ad alcune famigerate quanto infauste annate invernali degli anni 90′, caratterizzate dalla persistenza eccezionale dell’alta pressione dalla fine di novembre sino a febbraio inoltrato. Tra tutte queste annate così anticicloniche, la più infausta è stata senza dubbio la stagione 1989-1990, definita da molti come "l’anno senza inverno."

Ovviamente questo non significa che l’andamento della prossima stagione possa essere paragonata a quelle annate, anche se gli effetti che al momento sta portando alle nostre latitudini sono perfettamente sovrapponibili (temperature miti, nebbie persistenti, assenza cronica di neve su Alpi ed Appennino) Confidiamo ancora in un cambiamento di tale situazione quantomeno entro la mensilità di gennaio 2016.

Nel frattempo abbiamo deciso di mostrarvi la straordinaria profondità e compattezza raggiunta dal Vortice Polare Stratosferico in questo scorcio di dicembre, con la famigerata soglia del NAM (North Annular Mode) che tocca il ragguardevole valore di +2.3, indicante un Vortice Polare ben compatto e strutturato dalla superficie terrestre sino alla stratosfera. Questo indice regala un’idea dell’intensità raggiunta dai venti occidentali (zonali) nell’intera colonna d’aria del vortice, la trama molto fitta disegnata dalle isoipse alle diverse altitudini, ne è la manifestazione più diretta ed eclatante.

Prospettive per il futuro?

Nell’immediato futuro le variazioni saranno scarse o assenti, ancora per un po’ si proseguirà con la zonalità forsennata ed un andamento termico temperato. Attenzione però, il giro di boa è ormai vicino, dopo il 21 dicembre le giornate cominceranno lentamente ad allungarsi, avviando forse i primi "warming" stratosferici che potranno così attuare le prime azioni di disturbo nei piani alti della stratosfera già entro la terza decade del mese. A quel punto verrà aperto tutto un capitolo (quello dei warming stratosferici) da studiare ed analizzare nelle settimane a venire. 

Le cartine si riferiscono alla serata di lunedì 14 dicembre. 

Autore : William Demasi