2030: malaria e mancanza d’acqua in Europa?
Gli scienziati disegnano scenari apocalittici nell'arco dei prossimi 30-50 anni. Qualcuno però getta acqua sul fuoco, mentre la gente sembra vivere il tempo che gli è stato concesso senza preoccuparsi troppo del futuro.

Temperatura in aumento?
Ecco le conseguenze secondo le teorie più catastrofiste.
Se gli oceani si innalzassero di mezzo metro nei prossimi trent’anni, oltre 90 milioni di persone sarebbero soggette a subire inondazioni, isole da sogno come le Maldive sarebbero spesso invase dalle acque, così come tutta la Laguna di Venezia.
L’abuso dell’aria condizionata impedirà alla popolazione di adattarsi alle mutate condizioni climatiche: aumenteranno collassi, congestioni, infarti, polmoniti.
Disastrose alluvioni si alternerebbero a lunghissime fasi di siccità: oltre un miliardo di persone potrebbe restare senz’acqua potabile.
Moltissimi saranno costretti a bere acqua contenente virus e batteri di ogni tipo.
La mania di intraprendere viaggi in terre lontane in condizioni igieniche precarie metterà a repentaglio la nostra vita e la vita di molte altre migliaia di persone.
Gli aerei e le navi che traghettano i turisti da una parte all’altra del globo sono il veicolo principale delle malattie più terribili, e il vostro vicino di casa che torna da un viaggio in India potrebbe trasmettervi qualche rara infezione.
L’ingresso degli extra-comunitari ha contribuito a diffondere una malattia quasi debellata in Italia: la scabbia.
Il caldo aumenta la produzione di virus e anche la malaria tra trent’anni potrebbe far parlare di sé in Europa.
Per non parlare delle varie febbri emorragiche sparse per il Pianeta, della meningite e della peste polmonare.
I “patiti” dell’Egitto sappiano che durante i loro viaggi rischiano di contrarre la febbre del Nilo o di andare incontro a dissenterie pericolose.
Il caldo farà aumentare anche le allergie primaverili e i valori di ozono nocivo nelle aree urbane, diminuirà ulteriormente l’attività temporalesca ma si potranno comunque verificare singoli episodi violenti e talora distruttivi.
La quota neve sulle Alpi si porterà mediamente sui 1500 m mandando letteralmente in rovina le stazioni sciistiche più basse, anche se non mancheranno periodi di freddo intenso con bufere di neve sino in pianura.
La pioggia tenderà a concentrarsi in un dato periodo e su una singola zona, mentre chi già soffre di siccità ne soffrirà ancora di più.
Drammatico a questo proposito il passo del Vangelo: “a chi ha poco, verrà tolto anche quel poco”. In questa valle di lacrime insomma qualcuno non le avrà nemmeno per piangere.
Sarà tutto vero?
Cosa ne pensa la gente? Moltissimi ignorano o snobbano il pericolo, altri egoisticamente dicono: “saranno problemi delle nuove generazioni”, molti invece sono socialmente impegnati, ma i giochi sporchi della politica e dell’economia sono ai più sconosciuti.
Autore : Alessio Grosso
