Meteo a 15 giorni: la seconda decade di marzo con l’instabilità portata dai venti orientali?
Ancora tempo INSTABILE sull'est Europa ed il Mediterraneo orientale, frequenti anticicloni sui settori europei occidentali. Incertezza sul destino italiano.
Una circolazione ormai radicata, la quale andrà influenzando con tutta probabilità l’intera mensilità di marzo 2015, una circolazione che porta ad un regime pluviometrico inferiore alla norma sulle regioni settentrionali del Paese, aumentando e non di poco le chances di tempo instabile sui settori orientali e meridionali italiani.
Vista su di un quadro più ampio, il disegno barico responsabile di questa situazione è caratterizzato dalla presenza di un vasto anticiclone che interessa principalmente i settori occidentali dell’Europa, con particolare riferimento alla Penisola Iberica, la Francia ed in prospettiva una parte del Regno Unito. L’anticiclone risulterebbe direttamente alimentato dalle masse d’aria più calda che risalgono dalle fasce subtropicali sin verso le medie e le alte latitudini europee ed atlantiche. Tale risalita a sua volta risulta favorita dalla presenza di intense depressioni extratropicali sui settori atlantici settentrionali. Il fronte polare scorre oltre i 60° di latitudine nord, la fascia degli anticicloni trova così libero sfogo verso aree più settentrionali dell’ordinario, determinando un blocco quasi completo nei confronti del flusso instabile e umido portato dalle perturbazioni di origine oceanica.
In questo disegno circolatorio, sembrerebbero trovar sfogo soltanto le correnti più fredde ed instabili di estrazione nord-est europea. Ne verrebbero interessati soprattutto i settori orientali del Mediterraneo e l’Europa orientale, portando ripercussioni più sensibili sullo stato del tempo delle regioni meridionali.
Una via d’uscita a questa situazione?
Sia il modello americano sia quello europeo, mettono in luce un’evoluzione atmosferica che avrebbe fatto felici gli amanti dell’inverno, se solo di fosse presentata con un mese di anticipo rispetto all’attuale. In buona sostanza l’anticiclone sull’Europa occidentale potrebbe spingersi molto a nord di latitudine, così facendo lascerebbe campo libero ad una maggiore penetrazione delle correnti fredde ed instabili da nord-est sin verso il cuore dell’Europa centrale. Una situazione che, come estrema conseguenza, potrebbe portare alla depressione dei geopotenziali in area iberica ed aprire (forse) le porte ad una dinamica circolatoria differente da quella attuale.
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Autore : William Demasi