Le mosse dell’alta pressione nella prima decade di marzo: cosa potrebbe succedere?
Diamo un'occhiata a quello che potrebbe essere il comportamrento dell'anticiclone previsto prendere consistenza sui settori occidentali dell'Europa già nel corso di questa settimana.
Appare ridimensionata la rimonta dell’alta pressione prevista in questo primo scorcio di stagione primaverile. Le temperature ed i geopotenziali forse eccessivamente alti previsti sino neanche 24 ore fa, sono stati rivalutati entro valori più consoni a quelle che sono state le caratteristiche dell’annata in corso, molto mite ma scarsamente anticiclonica.
A partire dalla seconda metà di questa settimana (giovedì 6 – venerdì 7 marzo) un aumento della pressione andrà comunque manifestandosi sui settori occidentali del continente, ma i risultati che potrebbe portare sul nostro Paese si faranno più incerti e probabilmente meno eclatanti rispetto quanto previsto con i precedenti aggiornamenti. Un cambio generale alla circolazione atmosferica europea dovrebbe comunque manifestarsi, portando questa volta effetti soprattutto sulle regioni settentrionali e su parte di quelle centrali dove verrà sperimentata qualche bella giornata di sole.
Nei settori centro-meridionali del Paese aumentano invece le probabilità di assistere al proseguimento di una fase fresca e moderatamente instabile provocata dall’ingerenza di una modesta ventilazione orientale in un contesto ciclonico. Acquista maggiore rilevanza la presenza di una zona depressionaria che dal mar Jonio e dall’Egeo potrà veicolare più facilmente rispetto a quanto preventivato inizialmente, dei sistemi nuvolosi apportatori di precipitazioni sparse, dirette principalmente ai settori del mezzogiorno.
Sull’altro versante dell’Europa, quello atlantico che ha così pesantemente influenzato lo stato del tempo italiano nel trittico invernale, andrà invece manifestandosi un generale "stop" al flusso umido e perturbato veicolato in un Europa da una "super-zonalità" che in questo frangente è attesa subire una generale riduzione, restando confinata alle alte latitudini atlantiche, limitandosi ad influenzare il tempo dell’Islanda, della penisola Scandinava e forse dei settori più settentrionali del Regno Unito (Irlanda – Scozia).
Il modesto aumento della pressione e del geopotenziale previsto sull’Italia, agevolerebbe il mantenimento di un contesto termico improntato a temperature non troppo calde. Valori termici garantiti proprio dal flusso di correnti nord-orientali che veicolerebbero sullo stivale masse d’aria abbastanza fresche. Scongiurate quindi, almeno al momento, "pericolose" scaldate delle temperature in quota, provocate da forti ed intensi anticicloni in area mediterranea.
Autore : William Demasi