00:00 17 Ottobre 2006

INVERNO FREDDO: allineamento dei modelli verso valori termici inferiori alla norma nel Mediterraneo

Sarebbe complessivamente destinato a bissare il 2005-2006 l'inverno che ci attende.

INVERNO FREDDO: allineamento dei modelli verso valori termici inferiori alla norma nel Mediterraneo

Un bis del 2005-2006?
L’inverno 2006-2007 ripeterà gli exploits della stagione precedente?
Se guardiamo alle proiezioni stagionali sembra proprio di si.

Oltretutto il 2006 assomiglia al 2005 in tutto e per tutto: stesso fresco (freddo) ad agosto, stesso autunno mite.

Le proiezioni stagionali inglesi, norvegesi, americane ci proiettano verso temperature mediamente più basse della norma con discese fredde che dovrebbero manifestarsi soprattutto nella seconda parte della stagione.

Le proiezioni più ottimistiche (NOAA) vedono uno scarto termico negativo tra il mezzo grado ed il grado, quelle più pessimistiche, che calcano particolarmente la mano, vedono lo scarto più netto e compreso tra 1.5°C e ben 3°C sotto le medie.

Inoltre l’Europa dell’est per il secondo anno consecutivo sarebbe battuto da freddi notevoli con nevicate frequenti.

Non è dato di sapere al momento quali risvolti barici si potranno avere al fine di realizzare queste anomalie ma alcuni sono facilmente intuibili:

-anticiclone di blocco al centro del Continente e discesa di aria molto fredda sul versante orientale fino a coinvolgere Balcani e gran parte dell’Italia con neve soprattutto su medio Adriatico e meridione. (ipotesi molto probabile)

-anticiclone spostato sul nord del Continente (area scandinava) e Mediterraneo vulnerabile da est e successivamente anche da ovest con nevicate frequenti anche al nord. (ipotesi non troppo probabile)

-anticiclone delle Azzorre spostato in modo anomalo verso nord e discesa del Vortice Polare verso sud sino a toccare il Mediterraneo con passaggi perturbati freddi un po’ per tutta la Penisola. (ipotesi piuttosto probabile)

-anticiclone russo saldato ad uno europeo che spinge aria fredda da est verso il Mediterraneo e successiva formazione di depressioni alle nostre latitudini. (ipotesi meno probabile)

Si tratta ovviamente di un ampio ventaglio statistico. Occorrerà poi verificare sul campo quale configurazione troverà conferma nei fatti.
Autore : Alessio Grosso