00:00 3 Luglio 2006

DA NON PERDERE: le estati della mia infanzia

Una straordinaria analisi del vissuto meteorologico estivo negli ultimi 25 anni a Potenza.

DA NON PERDERE: le estati della mia infanzia

Si tratta dei primi anni ’80, anni ancora vergini, non ancora toccati da problemi, dibattiti e controversie sul clima; oserei dire anni “normali” da un punto di vista meteorologico. Siamo a Potenza, Appennino meridionale, pressappoco nel mezzo dei tre principali mari italiani: Ionio, Adriatico e Tirreno.

Le estati si ripetono più o meno simili alla maniera “Mediterranea”, con un denominatore abbastanza comune, che è quello della siccità.
Questa incombe tutti gli anni, così come il sole splendente, dominatore incontrastato di cieli tersi e azzurri.
Ricordo la stabilità atmosferica prolungata, anche di due o tre settimane; a volte di più, senza vedere una goccia d’acqua. Quel che più mi resta vivido nella memoria è la mancanza quasi assoluta
di nuvolosità, molto più frequente invece nelle estati recenti. Un altro aspetto curioso era la grandine che, seppure rara, faceva davvero paura, poiché arrivava, tra Luglio ed Agosto, dopo settimane di tempo asciutto.
Oggi è molto meno frequente, talvolta sconosciuta per tutto il periodo.

L’esatto opposto accade per le perturbazioni più o meno organizzate:
latitanti, una volta, per tutta l’estate e soprattutto a Luglio e parte di agosto; piuttosto frequenti invece, in questi ultimi anni.

Ricordo il vento, spesso teso, che rendeva difficoltosa e pericolosa la secolare pratica di bruciatura delle stoppie.

Ricordo mio nonno che, tra Luglio e Agosto, si lamentava dei crepacci del suolo argilloso della nostra campagna; si allargavano a
dismisura fino a minacciare i nostri passi e lui era costretto puntualmente ad innaffiare abbondantemente la vigna. Non mi ricordo
dell’esistenza di zanzare e le notti estive erano più
o meno simili: fresche e ventilate.
L’estate cominciava decisamente prima, già a fine Maggio; mentre la fine di Agosto e i primi temporali ne annunciavano la chiusura imminente.
Erano passaggi piuttosto graduali, ma non nascondo che potrebbe essere anche l’effetto di un’aberrazione della memoria dovuta al tempo trascorso. Non ricordo affatto, ed in questo sono confortato dai miei genitori ed altre persone di pari età, di episodi di gelo così tardivo come in questi ultimi anni, ossia tra la metà di Maggio e gli inizi di Giugno.

Oggi non si riconosce più questa stabilità, i temporali sono molto più frequenti e i crepacci meno. La vigna non viene più innaffiata e le notti estive si popolano sempre più spesso di zanzare,
ma non mancano episodi di “freddo” che ci costringono al caminetto già dai primi di Agosto.

Settembre poi, si vestiva presto d’Autunno e non cambiava più il suo guardaroba, come oggi ci costringe a fare anche più di una volta.
Ricordo un caldissimo 23 Novembre 1980, ma non ho mai capito perchè; tutti ne parlavano come di qualcosa di strano. il giorno dopo la mia vita era cambiata e la terra intorno a me si copriva già della
prima neve.
Sono questi i ricordi di un ragazzino che, inutile nasconderlo, è cambiato col “tempo”, ma questo è cambiato con lui ed oggi stentano a riconsocersi, quasi appartenessero a regioni diverse.
Autore : Guyseppe Tito