ll maltempo fa vittime nei sottopassaggi: NON entrateci!

I sottopassaggi diventano trappole mortali durante il maltempo perché uniscono tre fattori critici: rapidità, inganno visivo e assenza di vie di fuga. L’acqua vi si accumula con una velocità impressionante: bastano pochi minuti di pioggia intensa o un semplice deflusso da strade sovrastanti per trasformare una lieve pozza in un bacino profondo oltre un metro.
Il problema è che l’automobilista non percepisce il pericolo: la colonna d’acqua sembra bassa, la profondità reale è falsata dal riflesso e dalla scarsa illuminazione, e si tende a credere che “si passa lo stesso”. Una volta dentro, però, il veicolo galleggia, perde aderenza, si spegne e diventa impossibile aprire le portiere per la pressione dell’acqua.
A quel punto il margine di sopravvivenza si riduce a pochi istanti: il sottopasso è chiuso, le pareti impediscono la dispersione dell’acqua e la piena continua ad aumentare. È questa combinazione di illusione di sicurezza e dinamiche idrauliche violentissime a spiegare perché, ogni volta che il maltempo colpisce, i sottopassaggi mietono così tante vittime.
L’ultima caso è quello occorso a Latisana (UD) poco distante da Lignano Sabbiadoro, una donna di 83 ci è finita dentro in pieno e a nulla sono valsi i soccorsi dei carabinieri per tentare di trarla in salvo.
Non avventuratevi nei sottopassaggi durante un forte temporale, è così difficile?

