“Wall-cloud”: la nube a parete
Da questa nube possono nascere i tornado più devastanti.
Queste nubi spaventose fanno parte di un sistema temporalesco di forte intensità. D’improvviso si isolano dal contesto del cumulonembo principale e subiscono un abbassamento, definito tecnicamente "lowering", in direzione del suolo, assumendo la tipica forma a parete. Il contrasto tra l’aria fredda in discesa e l’aria calda risucchiata all’interno della nube può generare una pericolosa rotazione che ben si evidenzia osservando i “diablotins”, diavoletti o fractus alla base della nube. In altre parole se vedete dei piccoli vortici composti da nubi sfrangiate puntare verso il suolo invorticandosi, la formazione di un tornado sarà prossima. Una “wall cloud” può comparire in pochi minuti ed ha un diametro anche superiore ai 5 km. Una nube del genere non sceglie la zona sulla quale sono in atto le precipitazioni legate al temporale per formarsi ma si organizza nel suo bordo meridionale. Affinché da una nube a parete si organizzi un tornado sarà però necessario un forte richiamo di aria caldo-umida dal suolo, tecnicamente "inflow", di una ventilazione incrociata alla diverse quote ("wind-shear" del tipo positivo) e infine di una notevole spinta ascendente nella parte più alta del cumulonembo, definita tecnicamente "updraft".
Autore : Redazione