00:00 6 Maggio 2008

Estate, autunno e inverno, prime proiezioni

Da una rapida carrellata dei principali modelli di previsione stagionale sembra lecito attendersi un periodo decisamente fresco che comprende sia l'estate prossima, sia soprattutto l'inverno seguente

Estate, autunno e inverno, prime proiezioni

La premiata ditta Nina, PDO e minimo solare pare possa avere ripercussioni anche a lungo termine. Questo è quanto trapela dalle prime proiezioni sfornate dai calcolatori impegnati a scrutare il tempo a lunga, anzi a lunghissima gittata.

Il recente andamento degli indici teleconnettivi oceanici, motore dell’andamento climatico a scala mondiale, ha surclassato la statistica degli anni recenti data in pasto agli elaboratori ormai come scontata.

Ma la Natura non è mai scontata, così ad un Sole che dovrebbe risvegliarsi ormai da oltre un anno, ma che in realtà dorme ancora sonni beati, si aggiungono gli oceani che fanno riaffiorare le acque fredde custodite e nascoste durante l’apice del riscaldamento globale sui fondali, quasi come una riserva di frescura da utilizzare in caso di emergenza.

Tutti questi elementi, dati inseriti nei potenti elaboratori dei maggiori centri meteorologici mondiali, hanno subito ribaltato i risultati ipotizzati solo qualche mese fa. Come d’incanto il rosso fuoco che sottolineava le temperature oltre le medie che conducevano il Global Warming in sella delle stagioni a venire è stato sostituito in modo sempre più evidente dal colore azzurro che raffredda di fatto i bollori del Pianeta.

Scrutando il modello del centro oceanografico e climatologico americano NOAA il dato risulta senz’altro eloquente, soprattutto se rapportato alle uscite precedenti.

Per il Mediterraneo il verdetto ci indica un trimestre estivo in media o leggermente sotto sulle nostre regioni settentrionali, più fresco della norma su Africa, gran parte dell’Asia, oceano Indiano, Australia, Pacifico centrale, Americhe (ENSO negativo tendente al neutro). Un po’ più caldo sul Giappone, nel Pacifico settentrionale (in accordo con l’inndice PDO negativo) e nel tratto al largo della Nuova Zelanda. In media i rimanenti settori.

Ma è la proiezione del prossimo inverno a stupire. Le temperature saranno sotto le medie su gran parte del Pianeta, con record particolarmente negativi sulla zona artica prospicente lo stretto di Bering, devastata dalle ondate di caldo dell’ultimo anno. Fanno eccezione solo il tratto di oceano posto tra la Nuova Zelanda e l’Antartide e la costa orientale degli Stati Uniti, con temperature leggermente al di sopra della norma, circondate comunque da un vasto oceano di freddo.
Autore : Luca Angelini