Previsioni stagionali autunno-inverno 2015…
Le prime proiezioni per l'autunno e l'inizio dell'inverno su base CFS non lasciano intendere che la stagione possa risultare molto diversa da quella vissuta negli anni passati.
Un ottobre piuttosto insipido e senza un vero filo conduttore, un novembre decisamente anticiclonico e forse anche nebbioso sulle pianure, un dicembre perlomeno dinamico con molti fronti in azione e tanta neve a quote medie sulle Alpi, ma ben poco freddo.
La sintesi dell’andamento della stagione autunnale e del primo spicchio d’inverno sarebbe tutta qua, ma naturalmente poi ci torneremo fornendovi tutte le proiezioni della NOAA.
Interessante comunque mostrare l’anomalia
barica prevista dal modello CFS per il mese di novembre: si nota l’ingombrante presenza di una vasta zona anticiclonica estesa dal nord Africa sino a quasi tutto il Mediterraneo centrale.
In questo modo i fronti non riusciranno a sfondare nel Mediterraneo e devieranno verso l’est europeo. Statisticamente la cosa sembrerebbe poco credibile, giacché novembre è sempre stato sull’Italia uno dei mesi notoriamente più piovosi dell’anno, se non complessivamente il più
piovoso, in realtà in passato ci sono stati anche mesi di novembre asciutti ed anticiclonici.
E’ accaduto invece sempre più spesso negli ultimi anni di assistere ad un dicembre molto piovoso.
Comunque sia se si verificasse una configurazione simile di pioggia in novembre ne cadrebbe ben poca, ma in compenso tornerebbe a farsi notare un po’ di nebbia sulle pianure.
Dicembre invece vedrebbe abbassarsi di latitudine il fronte polare con una maggiore ingerenza delle perturbazioni atlantiche nel Mediterraneo in seno ad un flusso di correnti mediamente zonale e con l’alta pressione sempre più schiacciata a sud.
Gli scambi di calore lungo i meridiani risulterebbero piuttosto scarsi e non si verificherebbero afflussi di aria fredda significativi: in altre parole l’isoterma di zero gradi a 150mm si attesterebbe a ridosso delle Alpi senza sfondare più a sud, come del resto accadde anche lo scorso anno.
Non mancherebbero comunque nevicate sull’arco alpino anche generose. Per gennaio e febbraio invece è prematuro fare qualunque proiezione, anche se il modello le propone sino a marzo.
NOTA DI REDAZIONE
Ricordiamo ai nostri lettori che si tratta di tendenze generali, elaborate da un complesso modello sperimentale che utilizza milioni di dati provenienti da tutto il mondo e a differenza delle previsioni fino a 15 giorni basa i suoi algoritmi fondamentalmente sull’importante interazione tra oceani, terra emerse ed atmosfera. L’affidabilità del modello e delle relative proiezioni stagionali è simile alle previsioni a 10-12 giorni ma sta crescendo progressivamente grazie agli investimenti in questo settore, tanto che le linee di tendenza sino a 2 mesi possono spesso risultare discrete: si consiglia tuttavia molta cautela nel loro utilizzo per scopi importanti.
Autore : Alessio Grosso