“Rachele piange i suoi figli…”
Quando si perde il senso della misura...
Il nubifragio su Roma e quello che ha paralizzato la circolazione sull’A1 non è stato previsto da nessun centro meteo, si poteva ipotizzare qualche temporale ma oltre questo non si sarebbe potuto fare di più, non certo per negligenza ma perchè nessun modello indicava simili quantitativi di pioggia ed eventi di tale portata.
Anzichè glissare però sarebbe stato meglio spiegare le ragioni di un simile empasse. Avete visto qualcuno della “nomenclatura” preoccuparsi di informare la gente? Noi non abbiamo visto nessuno!
Meno male che sulla A1 o a Ostia non c’è scappata la tragedia altrimenti ci sarebbe stato sicuramente un bel “processo” ai meteorologi.
Processo che invece si è spostato nel campo della geologia e della costruzione edile, sulle istituzioni, sulla mancanza di coordinamento tra le regioni, su leggi fantasma mai fatte applicare.
E allora ecco il solito grido demagogico televisivo, la tragedia spettacolo, le solite frasi infelici, le solite facce ipocrite che fingono un dolore che non c’è, che non ci può essere perchè non si è stati direttamente coinvolti nella tragedia.
C’è la commozione sincera di un momento quando una madre chiama disperata il figlio che non c’è più, quando vediamo la persona anziana seduta a terra a cui non è rimasto altro che il fedele compagno a quattro zampe di cui però non potrà occuparsi più.
Quella commozione colpisce tutti al cuore, inviati e gente comune, ma quando il giornalista chiede ad una persona che ha appena perso tutto, disperata: “cosa si prova in questo momento? Quando le hanno detto che potrà rientrare? Ha paura?”, crediamo che dalla commozione si debba passare alla rabbia per tanta mediocrità e totale mancanza di sensibilità.
In quei momenti la migliore intervista è il silenzio…
Celebre il passo della Bibbia: “Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perchè essi non sono più…”
Persone così duramente colpite non hanno bisogno del compatimento o dello pseudo-pietismo di nessuno.
E come se non bastasse: colpa del sindaco che non ha fatto chiudere le scuole, sfortunatamente ha perso anche lui un figlio sotto le macerie della scuola e allora l’ira funesta si è placata, colpa dei terremoti che non vengono previsti, anche se da anni i geologi continuano a ribadire che non si può prevederli, colpa di chi ha costruito male e qui possiamo essere d’accordo.
E mentre questa informazione da pallottoliere continuava, 20 bambini morti, no 21, forse 22, c’era chi faceva anche di peggio.
Televideo prospettava lo spostamento del maltempo su Campania e Sicilia orientale, zone sulle quali alla fine non sarebbe nemmeno piovuto e 12 ore dopo, mentre tutto era ormai finito, si continuava a disinformare convincendoci che prima o poi al sud sarebbe piovuto, ma il terremoto occupava tutta la scena e anche questo disservizio passava sotto silenzio.
Autore : Alessio Grosso