00:00 4 Novembre 2004

Nell’overdose di notizie vengono centrifugate anche quelle sul meteo…

Riflettiamo insieme sull'impoverimento della cultura nel nostro Paese.

Nell’overdose di notizie vengono centrifugate anche quelle sul meteo…

Ronff! Ronff! Eccoci, siamo noi che dormiamo davanti al televisore acceso. Noi non lo sappiamo ma stiamo lavorando.
Lavorando?
E per chi?
Come per chi?
Per la televisione accesa e per quelli che sono entrati con la loro voce e con le loro immagini nella nostra stanza. Noi dormiamo ma la nostra televisione accesa influenza l’audience, quel meccanismo perverso che boccia alcuni individui e le loro idee e ne promuove altri con altre idee ma soprattutto fa la felicità di chi concede gli spazi pubblicitari e anche di chi li acquista.

Ci svegliamo di soprassalto e sentiamo la Tv urlare che quel detersivo è una bomba, state pur certi che prima o poi cascheremo nell’inganno di comprarlo, e resteremo fregati ancora, perchè la marca, caro mio, la paghi…

L’offerta del palinsesto televisivo è spesso penosa ma noi non sappiamo resistergli, salvo poi crollare per noia e stanchezza sull’amato divano.

La verità è che siamo assetati di notizie, perchè ormai ci è stato fatto il lavaggio del cervello sul fatto che essere aggiornati equivale ad essere considerati colti ed intelligenti.
Abbiamo SETE DI NOTIZIE: la notizia è una droga. La prima cosa che incosciamente cerchiamo quando entriamo nella stanza d’albergo in vacanza è…il televisore. Non lo ammetteremo mai ma è così.

Facciamo poi gli snob dicendo che in casa è solo un soprammobile, ed in effetti la cosa può anche essere vera: in casa uno l’accende, poi fa mille altre cose, tra cui dormire, stirare, lavare, parlare al telefono, annaffiare i fiori e intanto lei…va, tu non la vedi, ma va.
E se non va lei va la radio e, prima o poi, non puoi perderti l’immancabile giornale radio.
Si vive infatti nell’eterno terrore che possa capitare qualcosa di grave che non si vuole perdere per tutto l’oro del mondo.
C’è ancora gente che si dispiace per essersi persa in diretta l’arrivo del secondo aereo contro le Torri Gemelle…

La sete di notizie fa parte del nostro DNA probabilmente perchè siamo terrorizzati dall’idea che la nostra vita possa finire domani per un qualche eccezionale evento.
Nel passato avevamo meno sete solo perchè le notizie erano più difficilmente reperibili.
Oggi, con Internet, siamo bombardati, ed è quasi dolce naufragare in questo mare di news; chi ne sa una più degli altri si sente importante.
Già le notizie? Ma come ci arrivano?
Scendiamo nello specifico, cioè nell’ambito meteorologico, ambientale e scientifico.

Ogni giornalista, pur avendo l’obbligo professionale di sforzarsi di essere obiettivo(*), avrà pur sempre una simpatia per questa o quella corrente politica; dunque tenderà a distorcere, in modo più o meno netto la notizia che riceverà e dovrà a sua volta trasmettere.

Proprio perchè siamo sempre meno interessati all’approfondimento dei principi di ogni scienza e siamo diventati decisamente ignoranti, nelle discipline più complesse gli errori si moltiplicano, anche senza una vera volontà di fare danno.

Quindi la pioggia violenta diventa sempre conseguenza dell’effetto serra, così come una grandinata non può che essere spaventosa e distruttiva per definizione, una bufera di neve fa scattare subito l’idea di una glaciazione imminente.
Le parole sono pietre, i giornalisti lo sanno, ma spesso usano queste armi senza pensare troppo alle conseguenze di quanto verrà letto o ascoltato dalla gente.

Nell’ambito ambientale, ma non solo, la parola d’ordine è pessimismo!
Il giornalismo è pessimista per natura, intorno ad ogni notizia costruisce un velo catastrofico come se nel passato tutto fosse stato tranquillo e beato e gli eventi estremi costituissero una esclusività del presente.

Non è concepibile oltretutto che un giornalista possa essere un tuttologo, quindi valutate con attenzione la fonte di chi fornisce notizie scientifiche ed imparate a non accettare tutto acriticamente.
Un giorno ci viene detto che nel 2030 arriverà un’altra glaciazione, un altro che nel 2070 si scioglieranno tutti i ghiacci del Polo nord, un altro ancora che saremo invasi dal deserto.
Cercate di informarvi con razionalità…e a non dare nulla per certo, scontato, apodittico.

(*): dalla categoria dei giornalisti obiettivi sono esclusi naturalmente quelli che lavorano presso i giornali “di partito”, dove tutto è finalizzato a diffondere notizie di parte, altrimenti si finisce per strada.
Autore : Alessio Grosso