00:00 5 Febbraio 2003

Nefandezze e dintorni: “il Polo si trasferisce nel Mediterraneo”, eh caro Gaber

Riteniamo di aver scritto già numerosi articoli sull'esagerazione, disinformazione e controinformazione mediatica. Però forse un ulteriore pezzo, specie per chi legge MeteoLive da poco, si rende necessario.

Nefandezze e dintorni: “il Polo si trasferisce nel Mediterraneo”, eh caro Gaber

I titoloni catturano l’attenzione della gente, è sempre stata questa la politica del giornalismo. A Milano sino a qualche anno fa usciva in edicola il quotidiano “La Notte”, in edizione serale, che puntava proprio sui caratteri cubitali per farsi leggere. Ricordo un titolo di un giorno di marzo degli anni 80: “NEVE STAMANE ALLE 7 A MILANO” in prima pagina quando erano caduti due fiocchi in mezzo alla pioggia di cui quasi nessuno si era accorto.

Sono passati 20 anni ma la musica non è cambiata e se i settimanali rosa ci provano con i classici: “SCOOP: LA OXA ERA L’AMANTE DI MARADONA” quelli scientifici annunciano senza pietà: “IL DESERTO E’ VICINO” oppure “UN METEORITE SI SCHIANTERA’ SULL’EUROPA NEL 2016”.
Sui mensili è tutto più facile perchè non bisogna commentare le notizie in presa diretta e si può esagerare quanto si vuole, anche perchè sul futuro è stato detto tutto e il contrario di tutto.

Invece sui quotidiani, alla radio e in tv si fa cronaca diretta e
il tempo e il clima fanno notizia solo se colpiscono l’opinione pubblica.

Sfortunatamente l’Italia è lunga più di 1000 km e se nevica al nord può succedere che al sud ci siano anche temperature di 20°C con un bel sole. E qui già sarebbe facile proporre un titolo, basta tagliare l’Italia in due, ma provate ad elaborarne uno quando ci si mette il vento da nord.

Mentre infatti sulla costa adriatica si registrano rovesci di neve sino al litorale e Piemonte, Lombardia e Liguria, protetti dalla catena alpina, si ritrovano con valori termici quasi primaverili.
Sarebbe bello specificare: “Le montagne dividono l’Italia tra sole e neve”, invece generalizzano, “vento, freddo e neve sulla Penisola”.

Appena la temperatura punta verso il basso ecco comparire immagini di gente infreddolita che si stringe tra i cappotti e la giornalista chiede subito al meteorologo di turno “quando finirà?” dopo magari solo mezza giornata di freddo.

Una volta ad una domanda tanto irritante ho risposto serio: “Durerà un mese e arriveremo a -15 anche a Palermo”. La giornalista è sbiancata e allora l’ho rassicurata. Ma dico io, coraggio un po’ di spirito di sopportazione!
Cosa siamo diventati noi italiani, degli smidollati?

Come se non bastasse, adesso anche i siti Internet sul meteo si lanciano in espressioni infelici e volutamente esagerate per fare colpo e attirare visitatori: “BOMBA BIANCA IN ARRIVO!” “IL POLO NEL MEDITERRANEO!”, “ARRIVA LA SIBERIA!” e i ragazzini ci cascano come “pere cotte”, poi non succede quasi nulla e a quei siti non ci si crede più.

Finisco allora citando il compianto Giorgio Gaber che non sa bene se è stato fortunato oppure no a nascere italiano. Interessante e condivisibile un passaggio della sua ultima struggente canzone “se fossi nato in altri luoghi poteva andarmi peggio.”
Autore : Alessio Grosso