ISCHIA: la frana annunciata…e la solita litania del clima tropicalizzato
L'Italia tra frane e condoni...
Commentare quanto avvenuto nell’isola di Ischia lo scorso 30 Aprile, a seguito delle piogge abbondanti che si erano verificate nei giorni
precedenti potrebbe sembrare sterile ed ogni considerazione su questo
evento potrebbe cadere nella retorica, poiché situazioni di questo tipo in Italia, purtroppo sono già accadute (Soverato, Sarno per non andare troppo indietro nel tempo) ed altre tragedie, purtroppo, si ripeteranno se non si prenderanno immediatamente drastici quanto opportuni provvedimenti atti a risanare situazioni favorevoli ai dissesti idrogeologici.
E’ da considerare certamente che l’opera di risanamento non è semplice: basti pensare a quanta gente oggi in Italia vive territori potenzialmente soggetti a frane, esondazioni, allagamenti, valanghe ed eruzioni (le vicende narrate in Apocalisse Rossa, purtroppo, non sono solo gli scenari di sfondo di un romanzo!) e a quanti centri abitati son cresciuti negli ultimi decenni in zone geologicamente instabili, frutto della logica del profitto e dell’interesse personale!
Eppure, con un po’ di memoria degli eventi del passato, la tragedia di Ischia, isola storicamente soggetta a frane e quindi in molte zone non edificabile e soprattutto “non condonabile” da un punto di vista edilizio, si sarebbe potuta evitare, con un po’ di buon senso, tenendo puliti gli alvei dei fiumi e lasciando liberi, nel loro naturale corso verso il mare, i canali di scolo delle
acque piovane, l’alluvione che colpì la parte occidentale della provincia di Taranto nel Settembre 2003 non sarebbe avvenuta (in quella zona, alcune strutture portanti del tratto terminale dell’A14 Bologna – Taranto sbarrano totalmente i canali che conducono le acque di raccolta dall’altopiano delle Murge verso lo Jonio).
Purtroppo, fin quando continuerà a prevalere la logica dell’abusivismo edilizio, della non cura del territorio, del non rispetto dell’ambiente e della natura in generale con le sue regole, questi tristi eventi, come già più volte detto e ripetuto, continueranno a ripetersi e le presenti considerazioni lasceranno il tempo che trovano!
Purtroppo, ciò che più fa male, è sapere che ancora oggi c’è chi copre importanti cariche istituzionali che, ignaro della reale evoluzione del clima, non tenendo in alcuna considerazione l’uso scellerato che l’uomo fa del territorio e soprattutto non valutando quanto una propria dichiarazione possa alterare nella pubblica opinione la reale visione dei fatti, fa considerazioni del tipo: “Non c’è nulla da fare, il clima dell’isola di Ischia in questi ultimi anni si sta tropicalizzando e di questo bisogna prendere atto!”.
Da mettere i brividi!
Autore : Dott Pier Paolo Talamo