00:00 22 Marzo 2004

Il vizietto dell’opportunismo “weekendista”…

Davvero ridicole le previsioni per il week-end se fatte per non scoraggiare il turista.

Il vizietto dell’opportunismo “weekendista”…

E’ un brutto mondo anche quello della meteorologia, mi rivolgo a voi lettori che lo vedete solo esteriormente. Non crediate che chi si occupa di questa scienza sia soltanto un amante della natura e di tutte le sue manifestazioni. Invidia, perfidia, cattiveria, falsità, raccomandazioni, alleanze strategiche, non sono estranei nemmeno dall’Universo meteo.

Per accattivarsi la simpatia dell’utente si è ormai disposti a tutto, anche ad annunciare sole quando sta per arrivare la pioggia.
C’è una sorta di opportunismo “weekendista” che fa quasi commuovere e mette di buon umore gli italiani pronti a raggiungere la seconda casa o a passare qualche ora fuori porta, ma c’è anche chi per una sottostimazione del pericolo è rimasto avvolto nella nebbia di pendio per tutta la domenica e maledice il previsore che gli ha fatto intraprendere una gita non certamente piacevole.

Inutile poi dire: “bastava leggere il bollettino della montagna”, perchè non tutti sono tenuti ad avere Internet a casa e dunque si fidano di quello che viene detto in tv.

Certo le APT sono soddisfatte ma se poi il cielo non è sereno come annunciato e quelle nuvolette “innocue” fanno pensare ad un autunno incipiente, impediscono di abbronzarsi in quota, limitano la possibilità di scattare fotografie e fanno addirittura recedere dall’intraprendere una escursione, allora è semplicemente meglio annunciare che sarà nuvoloso senza aver paura di essere lapidati.

La psicologia del popolo dei vacanzieri è lontana dagli aridi calcoli della fisica, non bisogna dunque osare oltre il lecito, lasciamo dunque che gli italiani si facciano un’idea propria e limitiamoci a fare una previsione obiettiva senza infarcirla con commentini patetici, che sfiorano davvero il ridicolo.

Meno male che è arrivato Internet a far sentire molte campane potremmo aggiungere. Si, ma non c’è il rischio di fare confusione con troppa informazione? L’informazione “istituzionale” andrebbe coordinata meglio ed incanalata verso una linea guida, magari in appoggio con quella “privata”; la pluralità dell’informazione comunque ha svecchiato la meteorologia in profondità, costringendo anche i “mostri sacri” ad uno sforzo supplementare per rendere la disciplina più interessante e per non essere surclassati dalle nuove realtà, speriamo però che l’opportunismo weekendista non prevalga sul rigore previsionale.
Autore : Alessio Grosso