00:00 10 Aprile 2003

Il nord al freddo? Il solito piagnisteo italiano

Piagnona e viziata la popolazione non è mai contenta del tempo e veste in maniera inadeguata.

Il nord al freddo? Il solito piagnisteo italiano

Si vestono leggere e scollate per fare colpo sui maschi con minigonne attillate, scalze con dei sandaletti da mese di luglio; ecco l’abbigliamento di alcune ragazze stile 2003.
Conseguenza? A letto ammalate con il raffreddore, oppure al lavoro con la febbre e la bronchite.

Incuranti delle condizioni meteorologiche, incredule di fronte all’annuncio ufficiale del ritorno del freddo e come sempre pronte ad accusare la natura.

La cosa non vale solo per il gentil sesso ovviamente ma un po’ per tutti: incoraggiati da un marzo primaverile che non si è degnato di inumidire i prati con una sola goccia di pioggia, la popolazione ha pensato che fosse ora di depositare nell’armadio in naftalina i cappotti e i maglioni, illudendosi che la “bonaccia” sarebbe durata in eterno, magari sino a settembre.

Memoria corta: sul tempo nessuno ricorda nulla, neanche che le piogge più frequenti si verificano proprio in primavera e che in estate le ondate temporalesche possono provocare cali termici notevolissimi.
aprile=sole maggio=fiori e caldo giugno=sole pieno luglio: estate senza riserve Agosto: mese estivo per eccellenza, al massimo concesso un temporale.

Ecco la sintesi della gente comune, il loro DNA. Poi di colpo piove e allora si accusa l’effetto serra, il buco dell’ozono, le stagioni impazzite, infarcendo ogni ragionamento di luoghi comuni inaccettabili.

Diventa inutile provare a convincere il prossimo: il meteorologo deve dir loro solo quello che vogliono sentirsi dire. Quando arriva il sole? Presto. E durerà? Mesi, non vi preoccupate.
E della siccità? Chi se ne frega, io devo andare al mare, a farmi il week-end, a farmi una bella mangiata.

Ragionano così milioni di persone, mi conforta sapere che almeno qualcuno leggendo queste poche righe concorderà in parte con i contenuti espressi.
Autore : Alessio Grosso