00:00 16 Febbraio 2012

Nina e anticiclone russo-siberiano, duro colpo al global warming

La curva delle temperature globali conferma il lento calo intrapreso a partire dal 2008.

Nina e anticiclone russo-siberiano, duro colpo al global warming

 La Nina non molla: dopo il severo episodio del 2010 la bambinella del Pacifico non si è mai congedata e anzi ha mantenuto la sua discreta presenza fino ad oggi, con segnali di ulteriore intensificazione nei mesi a venire. La Nina non è una semplice teleconnessione o un semplice settore climatico a sè stante, ma un importante nodo che mette in evidenza anomalie capaci di forzare addirittura le temperature globali del Pianeta.

Il raffreddamento del Pacifico equatoriale, soprattutto se associato (come spesso avviene) alla stessa anomalia riferita al settore boreale del grande oceano (leggi indice PDO negativo) è elemento precursone di un raffreddamento che a breve giro di posta interesserà anche le terre emerse, e così è stato. Da menzionare d’altro canto anche il calo delle temperature atlantiche settentrionali, con l’indice AMO sceso anch’esso in terreno negativo fin dal novembre scorso.

Secondo le rilevazioni e le elaborazioni fornite da Roy Spencer, climatologo della NASA, la temperatura globale del nostro Pianeta è scesa di 0,09°C al di sotto della media riferita agli ultimi 30 anni. Il grafico allegato in figura riassume in uno sguardo tutto il discorso fatto. La linea blu identifica le variazioni mesili della temperatura, la linea rossa individua la media degli ultimi 13 mesi e la curva nera il trend complessivo degli ultimi 30 anni.  

E pensate che nel grafico in questione non è ancora stato contabilizzato l’impressionante impatto causato dalla fortissima anomalia creata dalla presenza del vastissimo anticiclone russo-siberiano sul comparto euro-asiatico. Che dire, appuntamento al prossimo mese per le ultimissime novità.

Autore : Luca Angelini