00:00 8 Novembre 2005

Intervista all’Esperto: Europa totalmente estranea al freddo, ma ancora per poco

In attesa del cambaimento del tempo scambiamo due parole con uno dei nostri Redattori.

Intervista all’Esperto: Europa totalmente estranea al freddo, ma ancora per poco

LA STAGIONE AUTUNNALE E’ ORMAI ENTRATA NELLA SUA SECONDA FASE: SI PUO’ FARE UN BILANCIO QUALITATIVO SU QUELLO CHE SI E’ VISTO FINO A QUESTO MOMENTO?

CATANIA: Dal punto di vista delle piogge siamo in deficit, talvolta anche pesante, su nord-ovest, Sardegna, Sicilia e Calabria, mentre di acqua ne è caduta in abbondanza su Romagna, Marche, Umbria, Lazio e Basilicata; per il resto siamo in media.
Per quanto riguarda le temperature il discorso è più complesso, perché andrebbe fatta una distinzione fra i valori notturni, quelli diurni, le zone interessate da nebbia o nubi basse, e le zone che hanno visto con maggiore frequenza il sole; facendo una media ponderata si può pensare che negli ultimi giorni stiamo andando oltre le medie anche di 5-6°C.
Insomma, si sente la mancanza di irruzioni fredde sull’Italia e l’Europa centro-meridionale in genere.

ANCHE NEL NORD EUROPA C’E’ QUALCOSA CHE NON QUADRA DA QUESTO PUNTO DI VISTA: COME MAI?

CATANIA: Stesso problema. L’aria gelida di sicuro non manca nel nostro Emisfero, ma per il momento è riuscita solo a tracimare dal Polo verso lo Stretto di Bering e la Siberia, snobbando l’Europa ed il Canada.
Ma qualcosa inizierà a cambiare sotto questo punto di vista nei prossimi giorni.

CI SONO QUINDI INDICI DI UN CAMBIAMENTO A BREVE?

CATANIA: Si. Come abbiamo già detto in altre occasioni entro il 20 di novembre l’aria di origine polare inizierà a scendere anche verso l’ Europa, favorendo dapprima la formazione di grandi depressioni portatrici di piogge, e poi un deciso calo delle temperature.

MA IL RISCHIO DI NUOVI TEMPORALI DI INUSITATA VIOLENZA E’ ANCORA CONCRETO?

CATANIA: Purtroppo si. I nostri mari sono molto caldi, sempre per lo stesso motivo, la totale mancanza di venti freddi; quindi al minimo accenno di perturbazione ecco che potranno nuovamente nascere celle temporalesche molto violente, in particolare sulle coste, un po’ come è capitato fra sabato e domenica scorsi su Toscana, Lazio e Campania.

USCIAMO DAL TERRITORIO EUROPEO: ADESSO NEGLI STATI UNITI NON SI SENTE PARLARE PIU’ DI URAGANI, MA DI TORNADO. COSA E’ CAMBIATO?

CATANIA: E’ semplicemente finita la stagione degli uragani, quel periodo che va da giugno ad ottobre (a grandi linee) nel quale la posizione della linea di convergenza degli Alisei e la temperatura del mare fanno in modo che gli ammassi temporaleschi in movimento dall’Africa centrale verso il Golfo del Messico abbiano il potenziale per sviluppare vere e proprie depressioni che poi possono degenerare in uragani.
Adesso cominciano invece i contrasti fra l’aria calda che ancora interessa l’America centrale e le masse d’aria più fresche (non ancora fredde) in arrivo dal Canada.
La mancanza di catene montuose imponenti (escluse le Rocky Mountains) permette un contrasto più rapido ed acceso fra i due contendenti, con fenomeni molto violenti che talvolta sfociano in pericolosi tornado, come quello che ha ucciso quasi 20 persone pochi giorni fa.
Come si intuisce anche i Tornado hanno un periodo dell’anno a loro favorevole; un periodo che va da aprile a novembre.
Autore : Redazione MeteoLive.it