Il fresco in Spagna e a noi il caldo africano, perchè?
Si tratto del rovescio della stessa medaglia. Cerchiamo di comprendere il meccanismo tramite l'analisi dell'affascinante sistema oceani-atmosfera.
Sembra una congiura a spese dell’Italia (per chi non sopporta il caldo estremo) oppure una grazia offerta gratuitamente al Bel Paese (per chi invece ama sole e caldo off-limits). Fatto sta che questa disposizione circolatoria in ambito euro-atlantico in alcuni periodi assume a volte il filo conduttore della nostra scena meteorologica.
Le depressioni collegate alla circolazione ciclonica circumpolare sprofondano decise sull’Atlantico poi frenano e vanno a finire in un buco invisibile in corrispondenza della Penisola Iberica. Cosa mai attirerà verso quel buco le perturbazioni, anche quelle destinate a noi? La risposta sta nella disposizione delle temperature superficiali dell’oceano.
Queste ultime mostrano una distribuzione irregolare con piscine tiepide alternate a buchi di acqua più fredda. Nascono dunque della anomalie che poi si vanno a concentrare su determinati settori a causa della complessa interazione tra le diverse correnti marine unitamente all’ulteriore variabile della salinità, soprattutto nelle adiacenze della alte latitudini dove i ghiacci polari rilasciano in mare enormi quantità di acque dolci.
La topografia di questi flussi sottomarini è dunque la forzante per la sovrastante circolazione atmosferica. Ma in quale modo le anomalie delle temperature superficiali degli oceani forzano la circolazione atmosferica? Tramite la deviazione della corrente a getto, grande nastro ondulato di vento che corre da ovest ad est alle medie a alte latitudini serpeggiando attorno all’emisfero nel settore di maggior contrasto termico.
In particolare acque particolarmente fredde, con temperature al di sotto della media, tendono a generare spessori atmosferici minori, quindi zone di bassa pressione, viceversa capita in caso di acque superficiali più calde, ove il maggior spessore troposferico è alla base della genesi anticiclonica.
Ed ecco all’atto pratico dove sta il punto nodale della situazione contingente: acque molto più fresche della norma sul vicino Atlantico (al largo del Portogallo) hanno agevolato l’immissione di una profonda saccatura nord-atlantica sulla penisola Iberica. La controrisposta che si erge a levante dell’affondo depressionario fa emergere dai deserti nord-africani la grande bolla anticiclonica del nord Africa la quale trova supporto anche da parte delle acque mediterranee le cui temperature superficiali meno fredde. A Spagnoli e Portoghesi quindi il fresco e a noi Italiani il caldo.
Questa è la legge della natura e la legge è uguale per tutti… o quasi.
Autore : Luca Angelini