00:00 18 Settembre 2012

Il clima che verrà? Ce lo dice un super modello

Si chiama Ec-Earth ed è stato messo a punto da un consorzio europeo di Università ed enti di ricerca tra cui anche l'Istituto di scienze dell'atmosfera Isac-Cnr.

Il clima che verrà? Ce lo dice un super modello

 La simulazione del clima che verrà parte dal tempo di oggi. Forse non è una vera rivoluzione, ma certamente uno strumento importante, perché ci permette di immaginare quello che succederà già nei prossimi anni anziché guardare a scadenze impossibili, come il 2060 o il 2100.

Il simulatore climatico in questione è frutto di un pesantissimo lavoro che, tra gli altri, ha messo a dura prova anche centro di calcolo italiano Caspur di Roma. Il sistema ha richiesto 95.000 ore di calcolo e ha prodotto 15 Terabyte di dati. Si è trattato di una pre-elaborazione che ha fatto digerire al super-modello tutti i dati climatici dal 1850 al 2009.

Da questa piattaforma di dati il modello può già tracciare una prima linea di tendenza e da qui partire per espolare anni vicini e lontani, il futuro prossimo come quello anteriore. La vera punta di diamante del modello però, come spiega Antonio Provenzale del Cnr, è che per la prima volta il mondo scientifico ha a disposizione un modello definito "seamless prediction", ovvero capace di previsione senza interruzioni.

In altre parole il simulatore climatico è capace di legare le previsioni meteorologiche a breve termine, quelle stagionali e quelle climatiche a medio e lungo termine, in un’unica sequenza. E’ quindi un sistema che riesce a vedere sia i cambiamenti a lungo termine, quelli destinati a trasformare nei secoli il clima della Terra, sia quelli più prossimi, con previsioni anche anno per anno.

L’affidabilità del sistema? Per ora sicuramente migliore della modellistica utilizzata in passato dall’IPCC. Sarà quindi davvero interessante conoscere in anteprima il contraddittorio, ovvero se le proiezioni climatiche fino a questo momento sono andate a buon fine oppure no. 

Autore : Luca Angelini