I temporali TORINESI
La vicinanza all'arco alpino e la presenza del catino bollente padano danno adito a temporali anche intensi nell'area torinese nel corso del semestre estivo.

Tutti ricordano il temporale della settimana scorsa, che con la sua furia ha squassato Torino, Asti e buona parte del Piemonte meridionale.
Il contrasto acceso tra le correnti più fresche alpine ed il catino bollente padano spesso creano fenomeni di forte intensità, che tendono ad investire parte del Piemonte specie in serata.
Questa situazione è spesso agevolata dal transito di sistemi frontali a nord delle Alpi. Il loro ramo freddo tende spesso a "scodare" prima sulla chiostra alpina e poi sul Piemonte settentrionale ed occidentale, alla stregua di infiltrazioni fresche che si gettano nel catino bollente padano.
Quali sono però le aree maggiormente temporalesche che fanno capo alla cintura di Torino? La zona con sviluppo di temporali di forte intensità è rappresentata dalla pianura ad est di Torino (Chivasso-Verolengo-Saluggia), nonchè dalla pianura a sud, sino all’imbuto della conca intercollinare di Asti (si includono, ad esempio, Carmagnola, Carignano, Villastellone, Villanova d’Asti, Baldichieri).
Gli sbocchi vallivi di Pinerolo (Val Chisone), Saluzzo (Valli Po e Varaita) ed Avigliana (Valle di Susa), hanno in genere una frequenza temporalesca minore.
Sotto il profilo della nuvolosità, nel trimestre estivo l’incremento nuvoloso pomeridiano su Torino è assai più frequente rispetto a molte "sorelle" padane. Questo avviene per la sua latitudine molto occidentale, per la vicinanza alla chiostra alpina e per la presenza di una cintura collinare attorno alla città che imprigiona letteralmente l’umidità, scaturita anche dal decorso di numerosi fiumi in zona. Ciò, da un lato contrae le temperature massime di qualche grado, ma dall’altro fa impennare i valori di umidità relativa anche per via della ventilazione quasi sempre scarsa in zona, con condizioni afose anche pesanti in città.
Autore : Paolo Bonino