Ghiacci polari, si torna a scendere
Artico in caduta libera, Antartico che interrompe la lunga salita per calare a sua volta l'estensione della banchisa. Ecco tutti i dati.
Per l’Artico i nostri dubbi relativi alla tenuta del ghiaccio giovane erano fondati: con l’arrivo della primavera anche alle alte latitudini, il sottile strato di ghiaccio che aveva tentato di riappropriarsi della superficie oceanica polare sta affrontando le sue prime serie difficoltà. I risultati non sono sfuggiti alle strumentazioni satellitari che hanno visto un crollo a piombo dell’estensione della banchisa nei mesi di aprile e maggio.
In questi ultimi due mesi sono andati persi oltre 1 milione di chilometri quadrati di superficie, ovvero tutto quanto era stato guadagnato da febbraio ad aprile. Ora il livello estensivo rispetto alla media calcolata tra il 1979 e il 2008 è calato sotto di oltre 900 mila chilometri quadrati.
Attualmente la debolezza del vortice polare in sede artica certamente non aiuta e causa una ulteriore dispersione delle riserve di gelo dalla calotta artica. Il confronto con il nuovamente più vicino minimo assoluto del 2007 è un ulteriore campanello di allarme della situazione attuale.
Sarà forse un caso (o forse no ma per il momento stiamo studiandoci sopra) ma nel mese di maggio anche l’Antartide ha mostrato evidenti segnali di cedimento. Qui siamo comunque ancora sopra la media trentennale, anche se di soli 160 mila chilometri quadrati.
Un’inversione di tendenza dopo una salita quasi inarrestabile che prese il via nello scorso mese di febbraio. Qui siamo a stagioni invertite; vediamo ora se l’inverno australe saprà preservare almeno questa grande riserva glaciale, la più vasta dell’intero Pianeta.
Autore : Luca Angelini