00:00 23 Maggio 2012

Ghiacci artici: pareggio mancato (per ora), ecco perchè

La primavera boreale sta frenando la ripresa che si era posta in essere a partire dallo scorso novembre. A "soli" 43 mila chilometri quadrati dal pareggio l'indice dell'estensione è tornato a scendere.

Ghiacci artici: pareggio mancato (per ora), ecco perchè

 Potrebbe formarsi anche una banchisa di migliaia e migliaia di chilometri quadrati, ma se il ghiaccio rimane giovane e non ha il tempo sufficiente per consolidarsi non si potrà mai pensare che l’oceano Artico possa uscire dalla crisi che lo attanaglia. Il trucco per comprendere il perchè di questo trend altalenante della banchisa artica è tutto qui.

Guardate il grafico nella figura in alto che ci mostra la volumetria, ovvero lo spessore della bassa glaciale sull’oceano Artico. La linea con i pallini neri indica il volume medio dei ghiacci artici calcolata tra il 1979 e il 2011. Il grafico abbraccia un lag temporale che parte da gennaio 2012 e arriva fino a dicembre. Ora andiamo a cercare il trend riferito proprio al 2012 che, ovviamente, si ferma all’ultima elaborazione, ossia al mese di aprile.

E’ la linea con i triangolini rossi; guardate il 2012, rispetto agli anni precedenti è all’ultimo posto a pari merito con la volumetria rilevata nel corso del 2011. Poco sopra il trend del 2010 che però ha subito una decisa limata proprio a partire dal rispettivo mese di maggio.

Conclusione: il problema della banchisa artica rimane quello di una mancata coerenza degli spessori glaciali. Il ghiaccio nuovo si forma si, ma poi durante l’estate sparisce nuovamente perchè si tratta di ghiaccio giovane e sottile.  Rimane solo il ghiaccio vecchio che però, anno dopo anno, tende a sua volta a limarsi gradualmente. Dai 43 mila chilometri quadrati di superficie di fine aprile ad oggi l’estensione rispetto alla media è scesa oltre i 660 mila chilometri quadrati.

Resta ora da vedere come reagirà il Polo Nord all’estate ormai imminente, un’estate della quale ad oggi possiamo sapere poco o nulla ma che speriamo sia clemente con la più grande riserva di acqua dolce del nostro emisfero.

Autore : Luca Angelini