00:00 11 Marzo 2004

Come sono disposti i fronti sull’Italia?

Ci sono ben tre masse d'aria di origine differente in contrasto fra loro sulle nostre regioni.

Come sono disposti i fronti sull’Italia?

Grazie al prezioso contributo dell’immagine satellitare, possiamo cercare di capire quale sia la disposizione attuale dei fronti perturbati sulla nostra Penisola, e quindi anche intuire il perché di precipitazioni così abbondanti in alcune zone.

Tutta la nostra descrizione parte da un dato di fatto: alle alte quote poco a nord delle Alpi è presente una goccia fredda che ha il compito di instabilizzare l’aria sulle nostre regioni, introducendo aria piuttosto fredda; è chiaro quindi che la fenomenologia (nubi, piogge, vento e quant’altro) collegata al passaggio di una perturbazione sulle nostre regioni risulta piuttosto vivace.

Portandoci allora a quote prossime al suolo, e cercando di entrare maggiormente nel dettaglio, possiamo dire che sull’Italia attualmente si trovano in contrasto fra loro ben tre masse d’aria di origine differente: una fredda di origine balcanica (che interessa da ormai 24 ore la Pianura Padana), una relativamente meno fredda in arrivo dalla Francia, ed una terza piuttosto mite richiamata verso nord a partire dalla Libia.

Questi tre “ingredienti” devono essere “miscelati” in qualche modo per tentare di riportare l’atmosfera in condizioni di equilibrio; ecco che allora interviene la depressione presente adesso a ridosso delle coste tirreniche laziali, che ha appunto il compito di rimescolare le tre masse d’aria.

Attualmente il ciclone è praticamente a metà dell’opera: a nord del suo centro motore infatti il fronte è ormai occluso; questo vuol dire che l’aria calda (più leggera) è stata ormai portata completamente in quota, favorendo un suo rimescolamento con l’aria più fresca in arrivo dalla Francia.

In questo settore della perturbazione quindi le precipitazioni sono nella maggior parte dei casi piuttosto moderate, ma soprattutto continue; solo a ridosso della costa adriatica in qualche caso i rovesci sono più intensi, ed accompagnati da grandine, ma in questo caso il motivo dell’intensità delle precipitazioni è da ricercarsi soprattutto nell’ingresso di parte dell’aria fredda balcanica sull’Adriatico a partire dalla Croazia (e non dalla Porta della Bora).
In tal caso l’aria fredda difatti si carica maggiormente di umidità perché scorre per lungo tempo al di sopra del Mar Adriatico, e poi va a contrastare più a nord (in corrispondenza del Veneto e della Pianura Friulana appunto) con il flusso freddo in ingresso dalla Porta della Bora.

A sud dell’occhio del ciclone (poco evidente dall’immagine satellitare) invece le masse d’aria sono ancora praticamente separate, e pertanto forti temporali o improvvisi acquazzoni si alternano ancora a qualche ampia schiarita; in particolare nella foto dal satellite abbiamo evidenziato la posizione del fronte freddo (che delimita la discesa verso sud dell’aria fresca francese) ed il fronte caldo (che invece precede la risalita verso nord dell’aria mite libica).

E la massa d’aria di origine balcanica? Contrasta con l’aria umida richiamata dalla goccia fredda presente a nord delle Alpi, generando nubi compatte che portano precipitazioni continue ma abbondanti, proprio grazie al contributo di instabilità.

La linea di instabilità presente sulla Sardegna invece è generata da un semplice “cambio di rotta” dei venti in arrivo dal Golfo del Leone a causa della presenza dei rilievi isolani; spesso questo fattore è sufficiente a generare contrasti tali da portare allo sviluppo di cumuli e cumulonembi.
Autore : Lorenzo Catania