16:08 29 Agosto 2026

Svolta a inizio settembre: crollano i 40 gradi, ma l’estate non è finita

Settembre si apre all'insegna della dinamicità: instabilità sulle regioni settentrionali e clima estivo al Sud. Tuttavia, le proiezioni per il weekend del 5-6 settembre indicano un probabile colpo di coda dell'alta pressione.

Un cumulonembo in lontananza

L’inizio di settembre segnerà un punto di svolta per la situazione meteorologica sull’Italia, sebbene non si tratti ancora della fine definitiva della stagione estiva. Le ultime elaborazioni dei principali centri di calcolo confermano una progressiva dicotomia climatica: il Nord risulterà maggiormente esposto ai flussi instabili di matrice atlantica, mentre il Centro-Sud continuerà a rimanere sotto l’ala protettiva dell’alta pressione.

Lunedì 31 agosto e l’avvio del mese: i primi cedimenti al Nord

La giornata di lunedì 31 agosto trascorrerà ancora all’insegna del tempo stabile e del sole prevalente su gran parte della Penisola. Le temperature si manterranno elevate, con valori massimi che al Meridione sfioreranno diffusamente i 35-38 °C. Tuttavia, già a partire dalla serata di martedì 1° settembre, la cupola anticiclonica inizierà a mostrare i primi segni di debolezza sulle regioni settentrionali. L’avvicinamento di una perturbazione atlantica innescherà una marcata variabilità al Nord, favorendo lo sviluppo di rovesci e temporali principalmente lungo le Alpi, Prealpi e alcune aree della Pianura Padana fra martedì sera e mercoledì 2, localmente anche di forte intensità e accompagnati da locali grandinate, a causa degli elevati contrasti termici in gioco.
Al momento è ancora prematuro entrare nei dettagli, tuttavia con i dati attuali non sarebbero previste precipitazioni abbondanti e diffuse e sembrerebbe più probabile il coinvolgimento della pianura centrale, come infatti indica la mappa del modello ECMWF su base grafica Meteologix prevista per mercoledì 2 settembre:

Questo passaggio instabile sarà accompagnato da un primo calo delle temperature.
Al centro e al sud si notano i consueti brevi temporali di calore pomeridiani lungo le zone Appeniniche.

Centro e Sud: il caldo perde la sua componente estrema

Mentre fra l’1 e 2 settembre parte del Nord Italia farà i conti con un’atmosfera più dinamica e a tratti turbolenta, il Centro e il Sud Italia vivranno un contesto decisamente più stabile. Il dato saliente riguarderà però le temperature, che perderanno la loro componente più estrema: i picchi roventi e prolungati oltre i 40 gradi, registrati a fine agosto, tenderanno gradualmente ad assorbirsi. Sulle regioni centrali, la colonnina di mercurio si assesterà nella fascia dei 30-33 °C, faticando a valicare la soglia dei 35 °C. Al Sud e sulle Isole Maggiori la resistenza del caldo sarà un po’ più tenace e radicata, ma si passerà da una canicola opprimente ed estrema di fine agosto a un clima estivo fisiologicamente più sopportabile.

L’incognita del Mar Mediterraneo e le proiezioni ECMWF

Un elemento cruciale che i principali modelli matematici, in particolare le elaborazioni del Centro Meteo Europeo (ECMWF), stanno tenendo sotto stretta osservazione è la temperatura superficiale del Mar Mediterraneo. Le acque dei nostri bacini registrano attualmente anomalie termiche positive significative, immagazzinando un’enorme quantità di energia potenziale.

Questo “serbatoio termico” giocherà un ruolo determinante proprio con l’avvio di settembre: il graduale risveglio della Depressione d’Islanda invierà i primi fronti atlantici verso l’Europa occidentale e le Alpi. L’impatto di queste masse d’aria più umida e fresca sulle acque calde del Mediterraneo esalterà i contrasti termici, innescando un sensibile aumento dei valori di CAPE (Energia Potenziale Convettiva Disponibile).

Di conseguenza, se le regioni del Sud e le Isole Maggiori – con picchi di calore più persistenti tra Calabria, Sicilia e Sardegna – rimarranno protette dall’anticiclone subtropicale, il Nord e parte del centro Italia risulteranno particolarmente esposti al rischio di fenomeni temporaleschi violenti. A livello previsionale sul lungo termine, questa dinamica mantiene elevata l’attenzione soprattutto per la seconda parte del mese di settembre e persino per il mese di ottobre, quando i contrasti potrebbero favorire la genesi di strutture cicloniche più organizzate (simil-tropicali o TLC) sui nostri mari.

Verso il weekend del 5-6 settembre: nuovo colpo di coda anticiclonico?

L’instabilità e la variabilità atmosferica caratterizzeranno gran parte della prima settimana di settembre per le latitudini settentrionali. Il Nord rimarrà sotto il tiro di infiltrazioni di aria più fresca in quota, capaci di innescare improvvisi focolai temporaleschi, specialmente a ridosso dei rilievi alpini e prealpini.

Tuttavia, allargando lo sguardo temporale verso il fine settimana del 5 e 6 settembre, i modelli intravedono un possibile e nuovo rinforzo del promontorio anticiclonico. Qualora questa evoluzione venisse confermata dai prossimi aggiornamenti, assisteremmo a una generale stabilizzazione atmosferica anche al Settentrione, con un conseguente rialzo termico su tutta la Penisola, anche se senza i picchi così estremi di luglio e agosto. L’estate, insomma, ha ancora diverse carte da giocare.

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