Dalla grandine ai downburst: la furia dei temporali si abbatte sulla Pianura Padana
Tra venerdì pomeriggio e sabato mattina, violenti temporali hanno devastato soprattutto l'Altomilanese e la Brianza con grandine record. Contestualmente, al Meridione il caldo asfissiante e le dense nubi di polvere sahariana mantengono diverse città sotto la morsa del bollino rosso.

Tra il pomeriggio di venerdì 28 agosto e la notte su sabato 29, il parziale cedimento del promontorio anticiclonico sui settori settentrionali ha permesso l’infiltrazione di correnti instabili e più fresche in quota. Questo fronte, scontrandosi con l’elevatissima energia termica (valori di CAPE estremi) e i massimi di umidità preesistenti nei bassi strati della Val Padana, ha innescato sistemi temporaleschi a mesoscala e supercelle di notevole violenza. Al contrario, le regioni centro-meridionali continuano a subire la pesante anomalia termica dettata da un robusto anticiclone di matrice subtropicale continentale.
Di seguito i principali eventi che hanno caratterizzato la cronaca meteorologica delle ultime ore:
- Grandine di grosse dimensioni tra Milanese e Brianza: A partire dal tardo pomeriggio di venerdì, una violenta linea temporalesca ha colpito duramente l’Altomilanese e la Brianza. I comuni di Parabiago e Canegrate hanno registrato i danni maggiori, con grandinate caratterizzate da chicchi di diametro superiore ai 5-6 centimetri. Il fenomeno ha provocato danni estesi alle carrozzerie delle automobili, rottura di parabrezza, pesanti compromissioni per le colture agricole locali e danneggiamenti alle coperture delle abitazioni.
- Downburst e raffiche lineari al Nord-Ovest: Una massiccia supercella ha attraversato l’asse tra il Pavese e il Piacentino, generando violente raffiche di vento discensionale (downburst) con picchi che hanno localmente superato gli 80 km/h. L’elevato wind shear nei bassi strati ha generato inneschi tornadici sulla fascia di pianura tra Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, provocando la caduta di numerosi alberi di grosso fusto, l’interruzione temporanea della viabilità stradale e ferroviaria locale e blackout elettrici a macchia di leopardo.
Nel Cremonese, dove si è registrata anche una tromba d’aria, e nell’area di Asola (Mantova), i venti di downburst hanno superato i 130 km/h, sradicando alberi secolari e causando crolli strutturali. Nel Pavese e nell’Alessandrino le precipitazioni hanno raggiunto intensità torrenziali, con accumuli vicini ai 50 mm in tempi ristrettissimi. - Grandine gigante fino a 10 centimetri: Lo sciame di supercelle ha colpito duramente il Bresciano e la Bassa Piacentina. A Castelsangiovanni, chicchi di grandine grandi come palle da tennis hanno devastato i vigneti e crivellato i veicoli lungo l’autostrada Piacenza-Torino.
- Evacuazioni di emergenza e disagi in Trentino: L’impulso instabile non ha risparmiato i rilievi alpini. Il repentino peggioramento delle condizioni atmosferiche ha imposto il blocco d’emergenza di una funivia in Trentino. Le avverse condizioni meteo e le fortissime raffiche di vento in quota hanno richiesto il dispiegamento immediato degli operatori del Soccorso Alpino per evacuare in sicurezza tramite calata su fune i passeggeri rimasti bloccati all’interno delle cabine.
- Canicola estrema e avvezione di polveri sahariane al Sud: Mentre il Nord affrontava i danni legati all’instabilità convettiva, il Meridione ha continuato a registrare temperature eccezionalmente elevate. I termometri hanno raggiunto picchi prossimi ai 45°C nelle zone interne di Sicilia, Sardegna, Puglia e Calabria. La dinamica è stata ulteriormente aggravata da una massiccia avvezione di pulviscolo sahariano in sospensione, che ha offuscato i cieli, peggiorato la qualità dell’aria e innalzato le temperature percepite a causa degli elevati tassi di umidità presenti lungo le fasce costiere.
Tregua al Nord, persiste il caldo al Sud
La giornata di sabato 29 agosto segna una tregua per le regioni settentrionali. Il progressivo ritorno dell’alta pressione sta riportando cieli sereni e un netto calo termico, riallineando le temperature alle medie stagionali. Al Meridione, invece, la massa d’aria calda fatica a cedere: i termometri oscilleranno ancora tra i 38°C e i 40°C in molte città, tra cui Catania, Cosenza e Reggio Calabria, mantenendo le condizioni da bollino rosso per le ondate di calore emanate dal Ministero della Salute.
