12:00 4 Novembre 2026

Offensiva del maltempo dal 9 al 15 novembre: le aree più colpite

Potrebbe essere una settimana di svolta, caratterizzata dal passaggio di perturbazioni con piogge in progressiva estensione sull’Italia

Maltempo severo.

La prossima settimana vedrà il graduale ritorno della circolazione atlantica sul Mediterraneo e sull’Italia. Sarà un cambiamento importante, destinato a riportare precipitazioni diffuse e, in diverse aree del Paese, anche localmente intense. Il peggioramento, tuttavia, non si presenterà in maniera uniforme sin dall’inizio, ma seguirà una progressione piuttosto graduale, accompagnata da una continua evoluzione della configurazione barica europea.

Nella prima parte della settimana, le perturbazioni in arrivo dall’Atlantico saranno alimentate da una corrente sud-occidentale, proveniente da ovest-sudovest (WSW), che non presenterà ancora una marcata curvatura ciclonica. In altre parole, l’assetto delle correnti in quota non sarà immediatamente favorevole alla formazione di precipitazioni estese e ben organizzate su tutta la Penisola. Le piogge tenderanno pertanto a distribuirsi in modo irregolare, privilegiando le aree maggiormente esposte al flusso umido atlantico.
Ecco la mappa barica più significativa relativa al maltempo della prossima settimana tratta dal modello GFS su base grafica Meteociel e riferita alla giornata di giovedì 12, dove si vede la struttura depressionaria avanzare verso l’Italia da ovest:

Le prime regioni ad essere coinvolte saranno quelle del versante tirrenico centrale, il Levante Ligure e gran parte del Nord-Est. In queste zone si potranno verificare i primi passaggi piovosi, accompagnati da locali rovesci e da un generale aumento della nuvolosità. Altrove i fenomeni risulteranno più sporadici e intermittenti, con spazi ancora favorevoli a schiarite, soprattutto al Sud e sulle regioni ioniche.

La situazione è destinata però ad evolvere ulteriormente (come si vede dalla mappa barica) tra mercoledì 11 e giovedì 12, quando l’affondo perturbato dovrebbe acquisire caratteristiche più incisive. L’ingresso di correnti decisamente più cicloniche sul Mediterraneo occidentale favorirà infatti la formazione e il consolidamento di una depressione al suolo, elemento capace di organizzare il maltempo in modo più strutturato e persistente.

Sarà in questa fase che si concretizzerà (o dovrebbe concretizzarsi) il peggioramento più significativo. Il Nord-Ovest potrebbe diventare una delle aree maggiormente esposte ai fenomeni, con piogge diffuse e a tratti abbondanti, specie tra Liguria, Piemonte e Lombardia. Condizioni di maltempo marcato sono attese anche lungo gran parte del versante tirrenico, con precipitazioni frequenti e localmente intense tra Toscana, Lazio e soprattutto Campania.
Il limite della neve sulle Alpi si attesterà oltre i 2000m ad ovest e a quote progressivamente più alto procedendo verso l’arco alpino orientale, a causa del richiamo di aria più mite.
Ecco le precipitazioni previste per giovedì 12 dal modello GFS su base grafica Meteologix:

Diversa la situazione sul medio e basso Adriatico, che rimarrebbero più ai margini dell’azione depressionaria principale, grazie alla schermatura appenninica. Qui le precipitazioni dovrebbero manifestarsi in maniera più discontinua e irregolare, alternate a pause asciutte anche di una certa consistenza. Non si tratterà dunque di una fase pienamente perturbata, ma piuttosto di un contesto variabile.

Sul fronte termico, l’Italia sperimenterà valori pienamente autunnali almeno fino a venerdì 13. Non si prevedono infatti particolari ondate di freddo nella fase iniziale del peggioramento. Anzi, sulle regioni meridionali e sulla Sicilia il richiamo di correnti meridionali prefrontali potrebbe addirittura favorire temperature temporaneamente miti e superiori alle medie del periodo.

L’attenzione degli esperti è però già rivolta alla fase successiva. A partire da sabato 14, infatti, alcuni scenari modellistici ipotizzano l’inserimento di aria più fredda di origine artica in discesa dal Nord Europa verso il Mediterraneo. Si tratta, al momento, di una tendenza ancora da confermare, ma che potrebbe modificare sensibilmente il quadro meteorologico, introducendo elementi di maggiore dinamicità e accendendo i riflettori sulle possibili conseguenze per il nostro Paese.

L’evoluzione resta dunque tutta da seguire. Dopo il ritorno delle piogge atlantiche, il possibile aggancio con masse d’aria artiche potrebbe aprire una nuova fase atmosferica dalle caratteristiche ancora incerte, ma potenzialmente molto interessanti sotto il profilo meteorologico.