Neve in arrivo: fino a 30cm sulle Alpi
Oltre i 2500m accumuli significativi, ma i fiocchi a fine episodio scenderanno sin verso i 1700-1800, specie su alcuni settori.

Tra la serata odierna e la giornata di domani, mercoledì 21 ottobre, il transito di un intenso sistema frontale atlantico in avanzamento dalla Francia determinerà un marcato peggioramento delle condizioni meteorologiche su gran parte del Nord Italia. Oltre alle precipitazioni abbondanti e diffuse attese in pianura e nelle vallate, le Alpi torneranno a imbiancarsi in modo significativo, con nevicate inizialmente confinate alle quote medio-alte ma destinate a scendere progressivamente di livello nel corso dell’evento.
Nella prima fase del peggioramento, il limite delle nevicate si collocherà mediamente attorno ai 2500-2600 metri, complice il richiamo di correnti meridionali relativamente miti nei bassi strati. Con il passare delle ore, tuttavia, l’ingresso di aria progressivamente più fresca in quota favorirà un abbassamento della quota neve fino a circa 2200 metri, consentendo accumuli importanti sui principali massicci alpini.
Sulle vette più elevate non sono esclusi apporti complessivi prossimi o superiori ai 30 centimetri di neve fresca. Gli accumuli più rilevanti sono attesi sul massiccio del Monte Bianco, sul Monte Rosa, nell’area del Passo dello Stelvio, sulla Marmolada, sulla Cima Brenta nelle Dolomiti di Brenta, sulle Dolomiti di Sesto e sul Monte Cristallo sopra Cortina d’Ampezzo, dove la precipitazione assumerà carattere continuativo per molte ore.
La fase più interessante dal punto di vista nivologico arriverà tuttavia nella giornata di mercoledì, in particolare sulle Alpi centro-orientali. Qui l’afflusso di aria più fredda alle quote superiori abbasserà ulteriormente il limite delle nevicate fino a 1700-1800 metri, localmente anche qualcosa meno durante i rovesci più intensi. L’Engadina svizzera sarà tra le aree maggiormente favorite, con nevicate attese fino ai centri abitati di St. Moritz, Pontresina e Celerina. Scenario analogo anche nell’alta Valtellina e nella valle di Livigno, dove i fiocchi potrebbero raggiungere facilmente il fondovalle e il paese, con accumuli di qualche centimetro.
Ecco una mappa indicativa della distribuzione delle nevicate previste dal modello svizzero super HD, su base grafica Meteologix:

La neve interesserà inoltre numerosi valichi alpini strategici, tra cui il Foscagno, il Bernina, il Sella, il Pordoi e il Gardena, con possibili disagi alla circolazione in presenza di precipitazioni intense.
Coinvolti anche i principali comprensori sciistici della Lombardia e del Trentino-Alto Adige: nevicate interesseranno Bormio 2000, Santa Caterina Valfurva e soprattutto il Tonale, dove gli apporti potranno risultare più abbondanti grazie alla presenza di rovesci convettivi e locali episodi temporaleschi capaci di incrementare notevolmente i quantitativi al suolo.
Sulle Alpi occidentali il passaggio del fronte freddo risulterà invece meno efficace. La rotazione delle correnti dapprima da ovest-sudovest e successivamente da nord-ovest tenderà infatti a penalizzare parte dei versanti Italiani piemontesi e valdostani, limitando l’entità delle precipitazioni rispetto ai settori centro-orientali. Bufere di neve (ma con quantitativi modesti) da mercoledì sera in prossimità dei confini esteri soprattutto della Valle d’Aosta, con quota neve in calo fino a 1.500m.
Tra il tardo pomeriggio di mercoledì e l’alba di giovedì lo zero termico subirà un deciso ridimensionamento, portandosi localmente attorno ai 2000 metri. Un segnale inequivocabile dell’ingresso della massa d’aria più fredda al seguito del fronte, destinata a regalare alle Alpi un’autentica parentesi di pieno sapore invernale e soprattutto una boccata d’ossigeno per i nostri poveri ghiacciai in sofferenza.
