L’anticiclone non batterà in ritirata sino a settembre, temporali solo a tratti
L'anticiclone potrebbe piegarsi un po' dopo Ferragosto, ma difficilmente spezzarsi, almeno sulla base dei dati attuali. Ecco una possibile tendenza sino a fine agosto.

Un anticiclone così non lo mandi via tanto facilmente. Ed ogni volta che le saccature colme di aria fresca cercano di avvicinarsi all’Italia nelle mappe del tempo a lungo termine, finiscono immancabilmente per svanire come un miraggio.
E’ il risultato di un anticiclone potentissimo, che non muore mai, che non ha voglia di uscire di scena e l’esperienza ci dice che non lo farà tanto facilmente sino a settembre inoltrato. E’ già successo, tante volte, forse troppe.
L’alta pressione ormai è la padrona del Mediterraneo per quasi tutto l’anno, si contano le settimane perturbate o perlomeno instabili durante tutto l’arco delle 4 stagioni. Siamo l’hot spot del riscaldamento globale, anche se fa piuttosto sorridere che solo ora si pensi a depavimentare le città, a renderle più verdi, ad usare molto di più il bianco per arginare la calura esagerata, noi lo diciamo dal 2000.
Le ondate di freddo invernali giungono ormai sensibilmente smorzate e risultano sempre più sporadiche. L’autunno sembra non finire mai e si mangia quasi tutto l’inverno, la primavera si rivela sempre più frequentemente l’anticamera dell’estate, anche se non mancano situazioni alluvionali anche gravi, sia pur circoscritte.
Sole e caldo piacciono da sempre a milioni di italiani (non a tutti), ma il ricorso ormai quasi obbligatorio ai condizionatori e alle spese per mantenere fresca la casa, molto meno, così come le difficoltà nel resistere ai 35-40°C anche sotto l’ombrellone, specie se manca la ventilazione e l’umidità rimane elevata.
Insomma l’estate è diventata un tormento, anche se va detto che per rivivere un trimestre estivo dominato in modo tanto “spettacolare” dall’anticiclone subtropicale bisogna tornare al 2003, è vero che ha fatto molto caldo anche dal 2016 in poi, ma questa longevità che parte addirittura da maggio, ha stupito anche gli addetti ai lavori.
Fino a settembre allora è meglio parlare più di disturbi che di vere e proprie rinfrescate o crisi estive. Non mancherà certo qualche spiffero fresco o qualche temporale, magari anche violento, ma non sarà quello a decretare il ridimensionamento della stagione, perlomeno non fino a metà settembre.
Non dobbiamo però pensare che finiremo tutti desertificati, la natura sa trovare ancora il modo di compensare queste situazioni, aiutata anche da un mare che si presenterà decisamente caldo al cospetto dell’autunno, con tutte le conseguenze nefaste che questo comporterà in termine di potenza dei fenomeni (leggasi nubifragi marittimi).
Quando si verificheranno allora questi disturbi?
Li vediamo riassunti in questa mappa:

Il primo tra il 16 e il 18 con un passaggio di temporali che sembrano più probabili sulle Venezie e lungo l’Adriatico (coste comprese) e qualche grado in meno, grazie anche alla ventilazione di Maestrale e Tramontana che potrebbe accompagnarlo. Sappiate che l’attendibilità di questo passaggio non è così alta, anche perchè negli ultimi giorni i modelli rimangono ancora piuttosto discordanti: 40%
Il secondo potrebbe intervenire tra il 21 e il 24 agosto, anche qui con la stessa modalità e anche questo non molto attendibile: 30%
Per gli ultimi giorni del mese i modelli prevedono la “limatura” degli anticicloni all’altezza delle Alpi con possibile passaggio di temporali sul centro Europa e marginalmente sul nostro settentrione, ancora sole e caldo, pur non estremo, al centro e al sud. Attendibilità: 25%.
