10:49 26 Dicembre 2023

L’alta pressione si mangia tutte le perturbazioni, ma entro l’Epifania…

Sembra perdere importanza anche il potenziale peggioramento di San Silvestro, mentre rimane confermato il tentativo dei vortici depressionari di coinvolgere l'Italia entro l'Epifania, ma quanta fatica!

Si fa fatica a liberarsi dell’anticiclone, ormai ci tiene costantemente in scacco per molti mesi all’anno. Figurarsi dunque se ci molla proprio a Natale:-) Ironie a parte, più che giustificate del resto visto quello che sta succedendo al meteo europeo, stamane si nota tutta la difficoltà dei modelli nel confermare cambiamenti del tempo anche ad una distanza temporale non elevata, specie se si parte da peggioramenti blandi.

Dunque tra fine anno e i primi di gennaio i fronti in arrivo da ovest si limiteranno a portare annuvolamenti ma pochi fenomeni degni di nota. Più interessanti ma ancora lontano dall’essere concretamente probabile, è il guasto che il modello europeo propone tra il 2 e il 3 gennaio, che vediamo qui sotto:

Purtroppo anche la media di riferimento del modello stesso è lontana dal confermarlo, dunque prendetelo solo come una “vaga” possibilità. Ben più interessante è quello che mostra il modello americano per i giorni immediatamente successivi. Certo stiamo ormai parlando dell’Epifania che, oltre alle feste, quest’anno potrebbe portarsi via anche l’anticiclone, magari facendolo migrare verso il nord-ovest del Continente, come si vede in questa mappa relativa all’anomalia barica prevista a 5500m proprio in quel periodo:

Sarebbe indubbiamente una bella rivoluzione barica, ma bisognerà vedere se davvero vi sarà un rallentamento così notevole della corrente a getto e un tale sovvertimento dell’assetto barico sul Continente.

Se andasse davvero così gli scambi meridiani di calore non mancherebbero e potremmo sperimentare la prima vera ondata di freddo stagionale, come vediamo in questa mappa relativa a domenica 7 gennaio riferita ad un’emissione del modello americano:

Senza arrivare a questi estremi, ci basterebbe osservare un assetto barico come quello che vi mostriamo di seguito, relativo sempre al medesimo periodo, cioè all’Epifania, per liberarci dal giogo anticiclonico e vivere finalmente uno scampolo d’inverno:

Il vero problema però resta l’innesco. Perché mai l’anticiclone dovrebbe lasciare la sua “comfort zone” nel Mediterraneo per puntare così a nord? Ne sarebbe costretta dall’eccessiva disparità termica che si sta venendo a creare tra Polo e basse latitudini, ma non è automatica, anche se segnalata da diversi modelli e soprattutto da diverse emissioni. Sarà anche conseguenza dello strat-warming atteso a 10hPa nei primi giorni di gennaio tra Polo e Siberia? E’ un’ipotesi, che però al momento non trova alcuna conferma nei fatti, seguite dunque gli aggiornamenti: