Autunno precoce: pioggia, neve, sbalzi termici, succederà ancora di tutto
Quando ci incontriamo per strada, in ascensore, al bar, tutti si chiedono ma cosa è successo al tempo? Come mai questo settembre è risultato un mese già autunnale rispetto al passato? Come mai questi sbalzi termici così repentini? Cosa ne sarà di ottobre? Parliamone.
Più che pazzo, oseremmo dire old style, nel senso che in passato settembre non era sempre un mese estivo a tutti gli effetti, lo è diventato alla fine degli anni 80, ma spesso negli anni precedenti mostrava scenari autunnali anticipati. Qualche mese di settembre meno stabile rispetto a quello che si attenderebbe l’immaginario collettivo c’è stato per la verità anche negli ultimi 20 anni, ma si conta sulle dita di una mano.
Come mai allora quest’anno all’improvviso c’è stato questo cambio di rotta che ha portato ad esempio abbondanti nevicate sulle Dolomiti?

Innanzitutto abbiamo assistito ad un abbassamento parziale del flusso zonale atlantico, che ha schiacciato verso sud la cintura degli anticicloni subtropicali, che peraltro stanno ancora tentando di resistere.
C’è stato l’avvicendamento nel Pacifico tra un episodio di El Nino e uno di Nina, il che porterà inevitabilmente ad un lieve raffreddamento delle temperature su vasta scala nel breve-medio periodo.
La cosa che però pare più evidente è lo sbilanciamento del quartiere generale del vortice polare verso l’Europa, mentre solitamente questo è posizionato a nord del Canada. Lo vediamo qui sotto in questa mappa che racchiude tutto l’emisfero nord. Si nota chiaramente la lingua blu del vortice polare che scende verso l’Europa meridionale.

Di conseguenza ben due irruzioni di aria artica sono state veicolate verso il sud Europa, la seconda è in procinto di raggiungerci.
La configurazione barica sull’Europa ne è dunque stata stravolta e nel caos che ne è conseguito, le depressioni atlantiche, alimentate da aria fredda in discesa dal Polo, sembrano prevalere sugli anticicloni.
Avete ben visto le conseguenze alluvionali sull’Emilia-Romagna e le Marche:

Se questo fosse anche il trend di ottobre e novembre ci sarebbero numerose occasioni per assistere a precipitazioni abbondanti, a sbalzi termici e all’arrivo precoce della neve su Alpi ed Appennini.
E andrà così? Per ora non c’è nulla che faccia pensare il contrario, anche perché solitamente ciò che provoca un vistoso cambiamento di circolazione sull’Europa interviene sotto Natale, e cioè con l’approfondimento del vortice polare che, a sua volta, influenza la corrente a getto, quel fiume d’aria che scorre a 10km di altezza e che influenza il movimento delle figure bariche.
In pratica lì possono intervenire quei grossi anticicloni anomali che portano sole, mitezza, ma anche inquinamento e nebbie sulle pianure, negandoci le piogge e le nevicate, con le grandi perturbazioni che scorrono solo sul grande nord trasportate dall’accelerazione della corrente a getto, che non riesce più ad ondulare e a spingerle verso l’Italia. Qui vediamo un esempio della grande anomalia barica delle ultime stagioni invernali, per ora è lontana ma di colpo gli scenari possono cambiare:

Ecco, ma per ora, questo non si vede, dunque sino a prova contraria saranno settimane, magari mese, votati a quella vivacità che tanto è mancata ultimamente e che finalmente potrebbe colmare il deficit idrico anche in Sicilia.
E noi saremo qui ad aggiornarvi ora per ora su quanto accadrà, con la passione di sempre.