Un’ora, un sogno: MILANO divisa tra neve e sole
Le mirabolanti avventure di Massimo Habib nel dispettoso topoclima milanese. venerdì 27 febbraio 2004.
Sono le 14.00. Mi trovo a Milano Repubblica e splende il sole…
Devo andare a lavorare a Lambrate ma so dalle carte che probabilmente ad est nevica!
Prendo la macchina e vado. Alle 14.20 sono in zona Ortica e il cielo si sta coprendo, i primi fiocchi sfiorano il parabrezza! Ce la possiamo fare! Mi dirigo verso l’Idroscalo e a un tratto nevica, nevica forte.
E’ un sogno, una meraviglia! So che ora dovrei essere al lavoro e che sto ritardando ma non posso sottrarmi alla grande attrazione…posso fare meglio!
Prendo la direzione di Melzo e il cielo è sempre più coperto. La temperatura passa da 3 a 2 gradi…e, improvvisamente, succede quello che sognavo: la visibilità diminuisce notevolmente, la precipitazione aumenta, la temperatura arriva a 1 grado…i prati non sono più verdi, è incredibile!!!
A quel punto accade quello che accade in quei momenti alla mia mente…inizio a vivere in uno stato di leggerezza inconsueta, non riesco a pensare a nulla e mi sembra di volare. Il mio sguardo corre da un fiocco all’altro e si riposa solo quando i fiocchi toccano terra. Mi fermo nel parcheggio di un Ipermercato, scendo e me ne sto lì a prendermela tutta addosso…
E’ ora di tornare, sono le 14.40. Mentre torno verso Segrate tutto torna indietro come in un flash back…la neve diminuisce, il cielo si apre e, all’improvviso, sento un caldo sole di fine Febbraio sulla pelle…le strade sono perfettamente asciutte e mi sveglio da un sogno vero, uno di quei sogni che ti rendono vivo proprio perchè li hai vissuti sulla tua pelle, nei tuoi occhi.
Sono le 15.00 e sono a Lambrate.
Un’ora, un sogno.
Autore : Massimo Habib