00:00 11 Novembre 2020

Batterio sopravvive un anno nello spazio, all’esterno della Stazione Spaziale

Batterio sopravvive un anno nello spazio, all’esterno della Stazione Spaziale

La natura non smette mai di sorprenderci. C’è qualcosa che può sopravvivere nello spazio aperto continuamente minacciato dal vuoto, raggi UV e temperature estreme? Sicuramente non l’uomo o la totalità degli animali e delle piante, bensì può riuscirci un batterio!

Stiamo parlando del Deinococcus Radiodurans, un batterio che è riuscito a resistere un anno intero vivo e vegeto su una piattaforma appositamente progettata fuori dal modulo pressurizzato della ISS (Stazione Spaziale Internazionale).

Lo studio di questi potenti batteri va avanti dal 2015, quando un team internazionale ha istituito la missione Tanpopo all’esterno del modulo sperimentale giapponese Kibo, proprio con l’intento di mettere alla prova specie batteriche super resistenti. Le cellule batteriche sono state prima disidratate e successivamente collocate sulla piattaforma all’esterno della ISS, continuamente esposte all’ambiente spaziale.

Ebbene i batteri sono riusciti a sopravvivere per un anno intero, nonostante le innumerevoli radiazioni ricevute, l’assenza di gravità, temperature estreme e chi più ne ha più ne metta. Al termine dell’anno di sperimentazione, i ricercatori hanno riportato i batteri sulla Terra e li hanno reidratati per poi metterli a paragone con altri batteri della stessa specie che però non avevano subito quel severo trattamento nello spazio.

I risultati hanno evidenziato che il tasso di sopravvivenza era molto più basso per i batteri spaziali rispetto alle loro controparti terrestri.

Il team ha scoperto che i batteri che hanno trascorso un anno nello spazio erano ricoperti da piccole protuberanze ed avevano attivato molti meccanismi di riparazione utili alla sopravvivenza in un ambiente estremo.

UTILITA’ DELLO STUDIO | Questi esperimenti aiutano a capire il livello di resistenza dei batteri nello spazio e ipoteticamente in altri mondi.“Queste indagini ci aiutano a comprendere i meccanismi e i processi attraverso i quali la vita può esistere oltre la Terra, ampliando le nostre conoscenze su come sopravvivere e adattarsi all`ambiente ostile dello spazio“, ha detto la biochimica dell`Università di Vienna Tetyana Milojevic. “I risultati suggeriscono che la sopravvivenza di D. radiodurans in LEO per un periodo più lungo è possibile grazie al suo efficiente sistema di risposta molecolare e indicano che anche i viaggi più lunghi e più lontani sono realizzabili per organismi con tali capacità“.
 

Autore : Redazione MeteoLive.it