00:00 13 Settembre 2007

Gli alberi…e l’autunno

Con il mese di settembre si innaugura la stagione autunnale in Italia. La natura, ovviamente, se ne accorge, proponendo una vasta gamma di colori.

Gli alberi…e l’autunno

Foglie gialle, foglie rosse…e ancora foglie verdi! Ecco l’autunno…

Il colpo d’occhio che ci fornisce ogni anno il nostro patrimonio boschivo colpisce anche il più distratto degli osservatori.

Siamo in settembre, la natura attende ancora la pioggia, giusta ricompensa dopo il caldo e l’arsura dell’estate. Gli alberi, le piante e tutto ciò che ci circonda attendono inoltre i primi freddi, le prime brume ed i primi venti.

Un’osservazione poco accurata di un bosco può ingannare, dato che tutti gli alberi sembrano ingiallire e perdere le foglie allo stesso modo e nello stesso tempo. Ad una più attenta analisi, invece, ci si accorge che non è così. Alcune piante perdono le foglie prima di altre e non è infrequente vedere tra ottobre e novembre alberi già completamente spogli vicino ad altri ancora parzialmente fogliati.

Il castagno perde le foglie prima della quercia, mentre il faggio in genere le conserva più a lungo. Le poche foglie battute dal vento possono resistere sui rami ai piedi dei grossi faggi anche per buona parte dell’inverno, quando la neve copre già ogni cosa.

Poi ci sono le conifere (pini, abeti ecc); quando il bosco risulta completamente spoglio essi troneggiano, completamente verdi, come a volersi imporre sulle piante a foglie caduche, ormai quiescienti da tempo per il freddo.

C’è poi una pianta, particolare, che vive in vasti areali della Liguria e della Toscana. Si tratta della roverella, un tipo di quercia che cresce su terreni calcarei. Pur non essendo un sempreverde, questa pianta perde le foglie completamente solo nel mese di febbraio!
Le foglie restano attaccate ai rami di questo albero con una tenacia esemplare, sfidando vento, pioggia e talvolta anche la neve.

In occasione di inverni miti, le foglie “vecchie” della roverella possono convivere con i primi germogli emessi dalla pianta ai primi tepori primaverili. Una situazione davvero singolare, quasi paradossale, ma che rende ancora più affascinante ciò che ci circonda.
Autore : Paolo Bonino