00:00 31 Luglio 2001

EASTER ISLAND

Il mistero dell'isola di Pasqua, l'isola senza memoria.

EASTER ISLAND

Sembrerebbero tante sentinelle messe a guardia delle coste, se non fosse però che a queste stesse coste spesso danno le spalle e il mare si allarga a dismisura dietro, dalla parte opposta a quella degli occhi. Sentinelle così a cosa servono?

Eppure se visti da lontano sembrano proprio una schiera di soldatini di piombo. Forse poco rifiniti, con il corpo tozzo ben piantato sulla terra all’altezza del busto, e le teste grosse e rettangolari che paiono disegnate dalla mano di un bambino inesperto, o da un Modigliani ai primi esperimenti. Il naso e gli occhi enormi, severi o imbronciati o rappresi nel compito millenario ch’è stato loro assegnato: quello di custodire un mistero. E’ come se stessero lì lì per svelare il segreto della loro esistenza, ma non possono farlo per un’antica consegna al silenzio o forse solo per mancanza di voce. A passar loro accanto si ha infatti la sensazione che se fossero stati munti di fiato racconterebbero in coro – sussurrando – la storia dell’isola che li ospita.
La storia strana e inesplicabile dell’isola di Pasqua.

Chi tra archeologi, antropologi o appassionati di enigmi non si è imbattuto negli arcani di questi 162 chilometri quadrati circondati in ogni parte dall’Oceano Pacifico? E’ terra cilena, perché il Cile è il posto più vicino, relativamente vicino: 3.700 chilometri a est. E’ terra sperduta, letteralmente sperduta: 109° longitudine ovest, 27° latitudine sud. E’ terra indecifrabile: chi ha costruito le statue in fila lungo le coste? E perché? Da dove venivano gli uomini che le hanno erette? Di che civiltà si trattava? Quali strumenti avevano a disposizione per tirar su corpi di pietra alti fino a venti metri e pesanti fino a 82 tonnellate?

Il mistero dell’isola di Pasqua è uno di quelli che si alimenta da sé con il passare dei secoli. Tanto più certe domande rimangono senza risposta, quanto più c’è chi s’incaponisce a cercare una logica nei percorsi della Storia. Ma gli unici punti di approdo quando si parla di Isola di Pasqua sono due: che si trova ad alcune centinaia di chilometri a sud del tropico del Capricorno e che i “soldatini di pietra” non parleranno mai. Ragioni più che sufficienti per organizzarvi un viaggio: la sfida è quella di percepire l’eco del racconto sussurrato dalle statue. E provare a districarne i nodi.

A cura di www.marcopolo.tv
Autore : Redazione