00:00 9 Febbraio 2002

A tutto mare: navigando di bolina

Continuiamo a seguire il viaggio dei velisti per caso.

A tutto mare: navigando di bolina

Tra i due – Patrizio e Syusy – l’unico veramente a digiuno di navigazione a vela è Patrizio. Syusy aveva avuto già modo di sperimentare cosa significa salire su una barca, dover studiare il vento, dover decidere quali vele issare e lavorare di gomito. La vela è fatica. Nella puntata di oggi continua il racconto della regata – una vera regata – cui Syusy ha partecipato nel 2000, prima ancora di diventare una velista per caso.

Eppure partecipare a una regata non è cosa tanto facile, bisogna tenere a mente una serie di regole dettate da una apposita Federazione internazionale (la Isaf) e che vengono revisionate – possono quindi subire qualche cambiamento – ogni quattro anni. E sapete qual è la prima regola, quella fondamentale, quella che non dovrebbe mai e poi mai essere disobbedita? E’ un dettame che non riguarda tanto lo sport, ma la vita. Nella sezione della parte prima, all’articolo uno si legge: “Aiutare chi è in pericolo. Una barca o un concorrente deve dare tutto l’aiuto possibile a ogni persona o naviglio in pericolo”. Ma nella regata di Syusy fortuna che pericoli non ce ne sono stati.

“Volevamo fare un lasco e invece siamo costretti a fare una bolina…”, così è andata nella gara. Il vento, tutta colpa del solito vento. E’ che bisogna stargli dietro, adeguarsi ai suoi capricci, alle sue alzate di testa. Di prevedibilità, nemmeno a parlarne. In fondo, le regole le detta lui. Syusy e il suo compagno di navigazione sono stati costretti a navigar di bolina. Sono stati cioè costretti a mantenere una rotta il più possibile contraria alla direzione di arrivo del vento. Per essere ancora più precisi: la rotta è di 40-45 gradi a destra o sinistra rispetto al vento, se è bolina stretta. I gradi cambiano se invece è bolina semplice o bolina larga.

Se siete esperti di vela. Se avete qualche curiosità da soddisfare. Se volete inviare un suggerimento. Se volete consigliare un libro. Insomma, se volete “partecipare” facendo sentire la vostra voce, inviate una email al seguente indirizzo: info@meteolive.it.

A cura di www.marcopolo.tv
Autore : Redazione