00:00 1 Aprile 2003

La “culla” della depressione d’Islanda

Le coste orientali degli Stati Uniti si trovano in una posizione talmente particolare da rappresentare un caso quasi unico per la elevata proliferazione di figure depressionarie che poi vanno ad alimentare il grande vortice sul nord Atlantico; cerchiamo di scoprire perché.

La “culla” della depressione d’Islanda

Quando si va ad analizzare la situazione meteorologica sull’Europa e si deve descrivere dal punto di vista barico la previsione per i giorni successivi, occorre spesso andare a vedere cosa sta succedendo negli Stati Uniti e nell’Atlantico occidentale.

D’altra parte le correnti che arrivano sul nostro continente scorrono mediamente da ovest verso est (raramente nel senso opposto) e quindi anche le depressioni e gli anticicloni che ci investono si originano sull’Oceano.

In particolare la fascia costiera che va dalla Florida fino alle propaggini più settentrionali degli U.S.A. è particolarmente bersagliata da figure di bassa pressione e da intense perturbazioni, che poi viaggiando verso nord-est vanno ad alimentare la depressione d’Islanda, ossia quel grande vortice che normalmente poi porta sull’Italia le piogge più copiose.

A cosa è dovuto questo fenomeno? Soprattutto d’inverno il Canada è attanagliato dal gelo più intenso, con valori termici che arrivano spesso a toccare i –40°C al suolo; quando allora un blocco di aria gelida da questa Regione ha la possibilità di viaggiare verso il cuore degli States, tende a richiamare davanti a sé (ossia sulle zone che non hanno ancora visto il suo arrivo) aria più mite da sud o da sud-ovest.

Ma allora quando il fronte arriva in prossimità del Texas, del Tennessee o della Louisiana (gli Stati sud-orientali del continente nord-americano) si attivano venti di richiamo direttamente dal Golfo del Messico, generando così un forte contrasto fra veloci correnti fredde e secche da nord e venti più “docili”, miti ed umidi da sud; la nascita di una depressione allora diventa quasi automatica.

La traiettoria della neonata figura di bassa pressione poi la porta a solcare tutte le coste orientali degli Stati Uniti per il fatto che più ad est è solitamente presente l’anticiclone delle Azzorre e quindi la strada verso l’Atlantico centrale è normalmente sbarrata.

In generale andando verso l’estate i contrasti si fanno leggermente più blandi, portando quindi alla nascita di perturbazioni meno intense rispetto a quelle invernali.
Autore : Lorenzo Catania