00:00 18 Febbraio 2003

I temporali invernali

Dove si formano? A causa di quali meccanismi prediligono alcune zone rispetto ad altre?

I temporali invernali

Mentre in estate la maggior parte delle manifestazioni temporalesche si registrano in Pianura Padana e nelle zone interne della Penisola (specialmente in montagna), durante l’inverno i temporali tendono a prediligere il mare e le coste centro-meridionali italiane.

Infatti la nascita di queste strutture nuvolose è in generale legata all’instabilità dell’aria che si genera quando aria fredda si trova al di sopra di una massa estesa più calda ed umida.

Nel corso dei mesi invernali tale condizione si può verificare generalmente solo quando aria gelida continentale o fredda in quota di origine marittima scorre su un mare come il Mediterraneo, che in generale ha una temperatura ben maggiore della terraferma circostante.

La superficie marina trasmette sempre del calore per contatto allo strato d’aria subito sopra ad essa, arricchendola oltretutto di umidità, sia a causa di eventuali onde, sia per convezione.

A questo punto le condizioni per la formazione di nubi cumuliformi ci sono tutte e quindi possono scatenarsi fulmini, tuoni e rovesci in alcuni casi anche piuttosto consistenti.

Entrando nel particolare si può dire che le coste più battute da fenomeni del genere durante l’inverno sono quelle della Campania, della Calabria e della Sicilia settentrionale; in alcune situazioni forti acquazzoni investono anche il Golfo di Taranto con una certa frequenza, mentre sul resto del litorale italiano scarseggiano.

Le zone interne della Penisola sono troppo fredde per generare contrasti sufficienti alla nascita dei cumuli e quindi le precipitazioni a cui assistono sono nella stragrande maggioranza dei casi dovute a nubi stratiformi, più estese in orizzontale, ma meno sviluppate in verticale
Autore : Lorenzo Catania