00:00 31 Luglio 2004

Città Killer, meglio trasferirsi in montagna…

Su Alpi ed Appennini si vive meglio e si muore di meno.

Città Killer, meglio trasferirsi in montagna…

Quante volte salendo in quota dopo la grande fuga dalle città nel week-end abbiamo esclamato: “che aria pura, che relax, che senso di pace!” Troppe!
Quante volte poi siamo stati costretti ad arrabbiarci per il traffico indiavolato che abbiamo subito al rientro? Troppe!
Ossigenarci per 48 ore scarse per poi riavvelenarsi in coda sull’autostrada, vale davvero la pena?
L’avvento di Internet, con le sue numerose opportunità, consente di lavorare senza spostarsi da casa. Perchè allora non pensare ad un bel trasferimento prolungato in montagna?

In città la mortalità è in costante aumento: gli inquinanti provocano un cocktail di patologie che il nostro corpo ormai fatica ad affrontare.

Siamo esposti a mal di testa, abbassamento della vista, infiammazioni delle vie respiratorie, edema polmonare, neoplasie, allergie, bronchiti, forme d’asma, eccetera.

D’estate le città diventano un forno: il calore intrappolato dagli edifici viene restituito molto lentamente all’ambiente; la completa assenza di vento, unita ad un tasso di umidità elevata, mettono a dura prova il nostro sonno.

D’inverno la persistenza dell’alta pressione accumula una tale quantità d’inquinanti che frequentare a piedi i viali più trafficati nelle ore di punta nuoce gravemente alla salute dei nostri polmoni ed equivale a fumare 10 sigarette di fila.

In montagna il numero di inquinanti si riduce drasticamente con la quota, il ritmo di vita è più lento, senza dimenticare la quasi totale assenza di inquinamento acustico.

Molte patologie trovano giovamento nella prolungata residenza in montagna, unita ovviamente ad una corretta alimentazione e ad uno stile di vita meno frenetico: psoriasi, acne, orticaria, bronchiti, ulcere e gastriti tendono a migliorare.
Autore : Alessio Grosso