Come vanno le cose in montagna?
Uno sguardo al pericolo valanghe al Piemonte e all'Alto Adige.
Pubblichiamo a grande richiesta la scala europea del pericolo di valanghe.
SCALA DEL PERICOLO
DEBOLE
Il manto nevoso è in generale ben consolidato e stabile Il distacco è possibile solo con un forte sovraccarico su pochissimi pendii ripidi estremi. Sono possibili solo piccole valanghe spontanee.
MODERATO
Il manto nevoso è moderatamente consolidato su alcuni pendii ripidi, per il resto è ben consolidato Il distacco è possibile soprattutto con un forte sovraccarico sui pendii ripidi indicati.
Non dobbiamo attenderci grandi valanghe spontanee.
MARCATO
Il manto nevoso presenta un consolidamento da moderato a debole su molti pendii ripidi.
Il distacco è possibile con un debole sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi indicati. In alcune situazioni sono possibili valanghe spontanee di media grandezza e, in singoli casi, anche grandi valanghe
FORTE
Il manto nevoso è debolmente consolidato sulla maggior parte dei pendii ripidi.
Il distacco è probabile già con un debole sovraccarico ** su molti pendii ripidi. In alcune situazioni sono da aspettarsi molte valanghe spontanee di media grandezza e, talvolta, anche grandi valanghe
MOLTO FORTE
Il manto nevoso è in generale debolmente consolidato e per lo più instabile. Sono da aspettarsi numerose grandi valanghe spontanee, anche sul terreno moderatamente ripido.
Diamo ora un’occhiata a due zone specifiche, prese oggi come campione di riferimento:
Alto Adige
Lungo la cresta di confine in 72 ore sono caduti da 15 fino a 50 cm di neve fresca. Le zone maggiormente interessate sono state la valle Aurina, le sue laterali e la zona di Resia.
Sul restante territorio le nevicate sono state sporadiche.
Specie nel nord la stratificazione del manto nevoso in superfice si presenta sfavorevoe, mentre la base è generalmente ben assestata e consolidata.
Pericolo valanghe
Lungo la cresta di confine e nel sudovest della provincia il pericolo di valanghe è ” MARCATO GRADO 3″. Punti di pericolo sitrovano su pendii ripidi di tutte le esposizioni, conche, canali e depressioni con accumuli eolici oltre i 1800 m.
Già un singolo sciatore o escursionista può provocare il distacco di una valanga a lastroni.
Sul restante territorio il pericolo di valanghe è “MODERATO GRADO 2”. Punti di pericolo sono pendii ripidi con accumuli eolici specie in prossimità di creste, avvallamenti e bruschi cambi di pendenza oltre i 2000 m esposti da sudovest a nord fino a sudest.
Nelle ore più calde della giornata specie in presenza di irraggiamento solare diretto gli strati superficiali subiscono unindebolimento, cosicchè dai versanti meridionali, e dai siti rocciosi non sono da escludere distacchi spontanei di valanghe di piccole e anche medie dimensioni.
Alpi Marittime, Cozie e Graie
Il fine settimana appena trascorso è stato caratterizzato da eventi meteorologici molto significativi per le condizioni di innevamento. Su tutto il territorio piemontese si è avuto un consistente rialzo delle temperature, più marcato dalle A.Graie alle A.Marittime, dove lo zero termico è salito fino ai 2700- 2800 m di quota; inoltre da venerdì pomeriggio per tutto sabato, localmente anche domenica, hanno soffiato venti da nord da forti a molto forti. Sui settori alpini settentrionali e sulle zone di confine dei settori alpini centrali i venti sono stati accompagnati da nevicate che hanno apportato 20-35 cm di neve fresca sulle A. Lepontine e A. Pennine, 10-15 cm sulle zone di confine delle A. Graie. Altezza media del manto nevoso a 2500 metri:90-110 cm su A.Liguri e Marittime, 70-90 cm su A. Cozie, 70- 80 cm su A. Graie, 120-160 cm su A. Pennine, 190-220 cm su A. Lepontine Stato del manto nevoso.
Il manto nevoso presenta in generale una parte basale ben consolidata, salvo sui versanti maggiormente in ombra o rivolti decisamente a nord, dove sono presenti cristalli angolari e brina di fondo. La parte superficiale del manto invece si presenta costituita da croste, da vento oltre i 1800-2000 m, e da fusione e rigelo alle quote più basse, per lo più non portanti, poggianti ancora su consistenti strati a debole coesione.
In tutti i settori alpini piemontesi permane il pericolo di distacchi spontanei di valanghe di neve a debole coesione umida o bagnata al disotto dei 2200- 2000 m di quota e la possibilità di provocare il distacco di valanghe a lastroni anche con debole sovraccarico alle quote superiori ai 1900-2000 m di quota.
Luoghi pericolosi:
I distacchi spontanei saranno più probabili dai pendii ripidi a tutte le esposizioni al di sotto dei 2600-2500 m di quota. Per i distacchi provocati le zone più pericolose si localizzano in prossimità di creste, avvallamenti, canaloni e radure in prossimità dei boschi.
Indice di pericolo attuale:4 – forte sulle A.Lepontine; 3 – marcato sui restanti settori alpini piemontesi. Pericolo valanghe previsto:Stazionario
Per un approfondimento nella vostra zona, vedi links correlati
Autore : Redazione