Ultimissime fine mese: qui si spala…
Per gli ultimi giorni del mese si apre qualche bianco spiraglio per il nostro Paese, ma situazione ancora molto delicata e suscettibile di chiusure anticicloniche.
Dopo il "tradimento" degli ultimi giorni, rispetto agli scenari che si prospettavano per questa parte del mese, le ultime emissioni dei modelli sembrerebbero solo aver posticipato ma non cancellato il disegno barico che vedrebbe l’anticiclone sganciarsi verso nord e consentire il rientro da est di correnti fredde, forse molto fredde, forse solo moderatamente fredde, in direzione del nostro Paese.
Il tutto si consumerebbe intorno agli ultimi giorni del mese, tra il 25 ed il 30, ma secondo qualche corsa alternativa del modello, anche prima.
L’accelerazione della corrente a getto insomma sembrerebbe solo parziale e temporanea, per non dire un bluff. Quel che è certo, come già ribadito stamane in apertura di giornale, è che l’aria fredda si va accumulando al Polo e prima o poi lo scarto termico con le latitudini medie diverrà tale, da far scattare un meccanismo compensativo.
Non è detto che l’obiettivo del riequilibrio termico debba necessariamente diventare il
Mediterraneo, anzi c’è già chi pensa ai Balcani, tuttavia una manovra di rientro del freddo da est non è affatto esclusa ed andrebbe a smontare alla base tutto il castello anticiclonico, come spesso avviene in questi casi, trasformando tutta la struttura da anticiclonica in ciclonica e lasciando andare alla deriva nello spazio, cioè verso nord, quel che resta dell’alta pressione, come fosse il palloncino perso da un bambino.
Intendiamoci: questa è solo una delle tante configurazioni possibili. Di certo oggi viene messa in forse la leadership dell’anticiclone in sede mediterranea, proprio quando, tra lo stupore generale, sembrava potesse diventare invincibile, con una egemonia difficile da scalfire. Invece in queste ore si sono fatti grossi passi avanti.
Abbiamo provato allora a postarvi alcune tra le più significative tra
queste varianti: c’è il braccio di ferro tra anticiclone e alta pressione, con lo scivolamento del gelo verso i Balcani e il successivo nuovo spanciamento a chiudere i boccaporti dell’aria fredda, c’è invece una penetrazione spettacolare da est con tanto di risvolti nevosi al settentrione sino in pianura, per la formazione di un classico minimo depressionario al suolo all’ingresso di una goccia gelida in quota.
C’è infine l’ipotesi del freddo che arriva da est in modo più esteso ma meno intenso, con obiettivo soprattutto i versanti adriatici dell’Appennino ma con qualche sconfinamento anche più ad ovest e qualche nevicatina a ridosso della fascia alpina del nord-ovest. Tutto per mostrarvi come finalmente la situazione si faccia avvincente sullo scacchiere europeo.
A questo punto non resta altro che seguire gli aggiornamenti col fiato sospeso, specie se amate inverno e neve, ma anche e soprattutto se avete a cuore la salvaguardia del nostro turismo invernale.
Autore : Alessio Grosso